Per lungo tempo si è ritenuto che i fumetti fossero espressione della cultura anglosassone oppure latina, europea soprattutto. Ma la crescita culturale, oltre che politica ed economica, dei paesi africani e di molte aree asiatiche ci ha fatto scoprire quanto sia sviluppata in quelle zone la letteratura grafica. Certo non siamo ai livelli della cultura occidentale, ma i risultati sono già soddisfacenti offrendo significativi esempi
dell’incontro fra gli stili spesso ingenui o addirittura infantili, con disegni che si richiamano alle tradizioni favolistiche. Se a ciò si unisce l’impegno politico espresso in molte vignette o strisce si hanno spesso risultati molto vicini ai migliori prodotti occidentali. E’ il caso per esempio della disegnatrice Marjane Satrapi nata in quella parte dell’Iran che si affaccia sul Mar Caspio nel 1969. Sin da piccola
ha nutrito sentimenti democratici, secondo gli insegnamenti della sua famiglia. Di origini nobili ha frequentato gli ambienti migliori dell’Iran, poi ha deciso di abbandonare il suo paese, non sopportandone più il clima oppressivo. Dopo alcuni viaggi in Europa e un matrimonio concluso con un divorzio, nel 1994 si è stabilita a Parigi. L’incontro con un disegnatore la spinse a raccontare in un fumetto la storia
dell’Iran, poi raccolta in quattro volumetti, Persepolis, pubblicati in Italia dalla Lizard. La stessa casa editrice ha ora pubblicato “Taglia e cuci”, una lunga storia ironica e molto amara, che sintetizza attraverso le vicende di un gruppo di signore e ragazze della buona società, tutti gli aspetti negativi del loro paese. Sedute davanti a una tazza di thé parlano dei matrimoni combinati dalle famiglie che fanno sposare le
figlie ancora minorenni con uomini almeno di una quarantina di anni più vecchi, che le sventurate ragazze conosceranno solo il giorno delle nozze. La conversazione spazia dal mito della verginità alla vita in famiglia, ai sotterfugi escogitati dalle mogli per sottrarsi al controllo dei mariti, con ovvia crescita degli incontri clandestini. Il disegno in bianco e nero dà
alla storia della Satrapi un’incisività quasi naif, trasformando “Taglia e cuci” in una graphic novel che può ricordare un altro celebre fumetto come Maus di Art Spiegelman con il maschilismo degli Ayatollah che evoca tanto l’universo oppressivo dei campi di sterminio nazisti. Nella stessa collana la Lizard edizioni ospita anche “Due”, una serie di storie brevi di Silvia Ziche nelle quali la disegnatrice, apprezzata esponente del Disney made in Italy, racconta la burrascosa vita di una coppia che spesso non si sopporta ma che in fondo continua ad amarsi. Il taglio dei disegni è caricaturale, aspro, spigoloso, quasi cattivo, come è spesso la vita delle coppie che stemperano l’amaro in cui sono immerse nel miele dell’amore. [Carlo Scaringi]Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Mercoledì, 11/4/2007
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