Mercato francofono: analisi del venduto e ingressi italici
DSC_0089.jpg SILF/SLC/CGIL segnala: Il mercato francofono, inevitabile punto di riferimento per gli autori italiani di fumetti soprattutto in assenza di un altrettanto grande mercato italiano, sta lentamente aggiustando ulteriormente il tiro. Come avete potuto leggere a suo tempo nel dossier pubblicato su afNews, la media del venduto degli albi meno richiesti si è attestata attorno alle 7.000 copie e, nonostante queste cifre sembrino poca cosa in quell'ambito, il fumetto "tradizionale" (cioè con l'esclusione di quello di importazione extraeuropea) se la cava onorevolmente in confronto al resto del mercato librario. DSC_0090.JPGQuesto perché c'è sempre una consistente base di titoli, uno zoccolo duro, che si attesta tranquillamente nella fascia del venduto tra le 7.000 e le 30.000 copie. Questo è il discrimine: chi non ce la fa scivola sotto le 7.000, chi ottiene il consenso dei lettori vola verso la fascia dei best-seller. E' in questo ambito che si situa il continuo ingresso di nuove leve, anche dall'Italia. Non si può certo pretendere che gli autori che arrivano DSC_0139.JPGex-novo nel mercato francofono abbiano la fortuna di trovarsi a lavorare per una serie best-seller (o che il loro nuovo progetto possa diventare un successo con la prima uscita). Nel 2006, per esempio, erano 85 le serie che si situavano in una fascia blockbuster (cioé sopra le 50.000 copie di tiratura) con un venduto molto vicino alla tiratura in buona parte dei casi, grazie anche a precise e articolate strategie di marketing. Quanto ai best-seller, si va da oltre 100.000 copie a oltre 1.500.000, DSC_0140.JPGper sforare oltre i 2 milioni di copie per singolo albo (e anche molto di più) nei casi limite di grandi classici rivisitati in vario modo. Ecco quindi che in questo vasto e variegato panorama, nel quale sono usciti 3.195 albi nuovi di zecca (in un totale di 4.130 libri a fumetti pubblicati nel 2006 - vi ricordiamo che qui stiamo parlando esclusivamente di libreria, non di edicola) a cura di ben 225 editori (anche se il grosso, il 70%, se lo spartiscono in 17) spaziando anche su media diversi dalla sola carta (cinema, televisione, computer, teatro, internet ecc.), gli autori italiani possono trovare uno spazio per "provarci". Avere un successo duraturo è altra cosa, naturalmente, ma intanto... in bocca al lupo!"

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Mercoledì, 14/2/2007
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