| Fuori di trend: The Complete Dick Tracy |
Sono finalmente in grado di recensire sommariamente il primo volume di The Complete Chester Gould’s Dick Tracy, Edw Publishing (352 pagine in b/n e a colori, copertina rigida e sovraccoperta, ordinabile per soli US $ 20,69 dal solito Amazon). Il lussuoso volume contiene tutta la produzione sia giornaliera che domenicale della celebrata serie di Chester Gould dall'inizio (12 ottobre 1931) al 20 maggio 1933, più le cinque strisce di prova. L’edizione è comprensiva delle giornaliere e delle tavole domenicali, che costituoscono un’unica narrazione; sono presentate in appendice anche le domenicali dal 4 ottobre 1931 al 22 maggio
1932, autoconclusive e indipendenti dalla continuity. Sorvolo sul valore dell'opera di Gould, che è fondamentale e su cui sono stati scritti i proverbiali fiumi d’inchiostro. Se il progetto di ristampa completa andrà in porto, avremo per la prima volta, in forma originale, uno dei capisaldi della letteratura popolare americana del ventesimo secolo: l’unica edizione integrale, dobbiamo dirlo, era finora quella in lingua italiana, edita da Piacentini negli anni Settanta e circolante solo nel ristretto ambito dell’editoria “amatoriale”. Il volume, che vanta una prefazione di Max Allan Collins (attuale titolare della serie) e la prima parte di un’intervista dello stesso a Chester Gould, è stato realizzato con una cura formale chiaramente ispirata ai fortunati modelli Fantagraphics (The Comple
te Peanuts) e soprattutto Drawn and Quarterly (Walt and Skeezix), che hanno “sdoganato” le riedizioni del grande Fumetto “sindacato” americano presso il più vasto pubblico dei lettori colti: del successo imprevisto e imprevedibile di queste edizioni, ha parlato annche il New York Times, non certo tenero verso i comics. Purtroppo, molte somiglianze sono solo apparenti. Intendiamoci: il volume è comunque eccellente e va acquistato. E' però il caso di rimarcare quanto meno un grave difetto, che era facilmente evitabile. Le domenicali a continuazione con le giornaliere sono in nero, con sommaria selezione del colore, ma troppo piccole per un’agevole lettura: sarebbe stato meglio dividerle in due parti, recto e verso, come per l’edizione italiana. Ma il punto dolente è la stampa – a colori - delle
domenicali non a continuazione. Pur essendo state scansionate con risultati sufficienti, queste storiche tavole sono stampate su carta colorata in un denso color ocra (vedi questo esempio). Forse l'intento era di mascherare i difetti o di dare l'impressione di antichità, ma il risultato è comunque un disastro: il fondo malamente virato ha ucciso il colore e anche il tratto. Peccato per l’occasione sprecata: queste tavole sono rimaste praticamente inedite per settant'anni!
Articolo di Leonardo Gori (se non altrimenti indicato) - Sabato, 3/2/2007
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