Fuori di Trend di Leonardo Gori: In attesa che gli giungano dagli USA altre attese novità, in cronico ritardo per le irritanti pastoie doganali che hanno allungato a dismisura i tempi di attesa, il vostro affezionato recensore vi segnala un volume molto interessante: Art Out of Time – Unknown Comics Visionaries, 1900-1969, curato da Dan Nadel [link al sito del curatore: www.theganzfeld.com] (Abrams, US $ 40.00 ma disponibile per 26,40 dollari dal solito Amazon). È una ricca antologia ragionata (320 pagine in carta patinata, praticamente tutte a colori) di fumetti che hanno saputo distinguersi per originalità espressiva, creatività estrema e spesso godibile bizzarria, in un mondo – i comics USA – pur sempre legatissimo a esigenze commerciali. L'antologia ha molti pregi e qualche difetto. Cominciamo dai primi: non sono pubblicati esempi ovvi di comic art che rispondono alle caratteristiche sommariamente esposte poc'anzi, come Krazy Kat di Herrimann (di cui com'è ben noto esiste una splendida edizione integrale in
dirittura d'arrivo) o Polly And Her Pals di Clifford Sterrett, ma fumetti tutti da scoprire o da riscoprire. In una commistione tutto sommato godibile, l’antologia presenta sia opere appartenenti alla nobile produzione «sindacata» che storie tratte dai comic books. Ci sono, divisi per tematiche, autori dimenticati dal grande pubblico ma ben conosciuti dagli “addetti ai lavori”, come Milt Gross, Charles M. Payne o Gustave Verbeek, insieme ad autentiche scoperte (almeno per noi), come l’immaginoso Norman E. Jennett e il visionario Walter Quermann. I difetti, in ultimo. Le scansioni dei comics, dalle pagine di albi e giornali d'epoca, sono prive di qualsiasi ritocco e somigliano un po' troppo a delle fotografie di periodici. Può essere una scelta estetica, ma non la condividiamo: per noi è ancora importante l'illusione di trovarci di fronte a stampe nuove da impianti d'epoca, come ci hanno abituato i grafici della Fantagraphics o della Dark Horse. Inoltre, per quanto la produzione sindacata, spesso sono proposte sequenze troppo brevi, con qualche bella eccezione (una lunga serie del delizioso White Boy di Garret Price del 1934). [Leonardo Gori]Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Sabato, 30/12/2006
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