| Scaringi: Una Julia da Oscar |
Per gli scrittori la consacrazione arriva con il Nobel o qualche altro premio letterario prestigioso (ammesso che ancora ce ne siano). Per i protagonisti dei fumetti può giungere, al di là delle vendite, dal loro inserimento nelle collane incorporate a quotidiani e riviste, o in quella degli Oscar della Mondadori che da tempo dedica ampio spazio al fumetto. Negli Oscar sono presenti molti personaggi delle edizioni di Sergio Bonelli, da Tex a Dylan Dog, da Zagor a Martin Mystère. Adesso al gruppo si è aggiunta Julia, con un volumetto che ripropone le prime tre storie di una serie iniziata nel 1998 e che fra qualche mese raggiungerà il traguardo dei 100 numeri, decisamente significativo per una collana che si distacca totalmente dal mondo avventuroso (e maschile) dei mensili bonelliani. Julia è stata ideata da Giancarlo Berardi che è uno dei più grandi sceneggiatori italiani nonché appassionato di cinema. Per questa ragione ha inserito spesso volti di noti attori anche nel mondo del West , soprattutto in Ken Parker. Per Julia si è ispirato a uno dei suoi primi amori infantili e ha pertanto dato alla sua eroina non solo la faccia un po’ sbarazzina e talora interrogativa
di Audrey Hepburn, ma anche il suo fisico, longilineo e per qualcuno spigoloso, e la sua eleganza. Julia si muove quasi sempre a Garden City , cittadina di provincia forse non lontana da New York, insegna criminologia all’università e aiuta come consulente la Procura distrettuale e gli agenti. Con la stessa forza d’animo con cui supera le difficoltà della vita (ha perso i genitori in tenera età, ha una sorella fotomodella spesso tentata dalla droga, e una nonna anziana ospitata in una casa di riposo), Julia affronta il suo lavoro e i criminali che incontra se non col sorriso sulle labbra, certo con molta rabbia verso quanto di brutto la società di oggi le pone davanti. Ama suonare il pianoforte, detesta le armi (meglio, se occorre, la sua borsetta con un portacenere d’alabastro da scagliare contro il
nemico), rifiuta la violenza e preferisce incalzare i banditi con la logica dei suoi ragionamenti, perché crede più nell’opera di convinzione delle sue parole che nei colpi di pistola. Nelle circa cento indagini in cui è stata coinvolta, Julia è venuta a contatto con tutto il male del mondo: banditi da strapazzo, mariti gelosi e vendicativi, affaristi spregiudicati e truffatori da quattro soldi, poveri scippatori e ricchi malvagi e spietati che negli albi sono rappresentati in maniera realistica (non solo graficamente), per cui si può dire che le storie di Julia, depurate della parte fantastica che contengono, sono un preciso ritratto della società odierna. E’ sempre indaffaratissima, ma ha anche una piccola vita privata: è single, ma non disdegna il corteggiamento, che può essere quello quasi goliardico di Leo (un investigatore privato che spesso l’aiuta nelle indagini), o quello più convincente di Webb, tenente quarantenne che segretamente l’ama, ma è timido e sempre titubante. A casa l’aspettano Emily, governante nera che sembra uscita da Via col vento, e Toni, una gattona dispettosa e giocherellona che svolga le funzioni di un antidepressivo. Nel corso degli anni abbiamo scoperto molte altre cose sul passato di Julia (per esempio nell’ultimo Almanacco Giallo Berardi racconta la prima indagine della sua eroina, quando era ancora studentessa), ma Julia è giovane e non ha una lunga storia dietro di sé: preferisce vivere nel presente, magari con un occhio al futuro, perché questo è certamente un fumetto frutto di fantasia, ma anche solidamente ancorato alla realtà dei nostri giorni. [Carlo Scaringi]Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Venerdì, 30/6/2006
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