| Ma il fumetto non era roba per bambini? |
Uno degli "effetti collaterali" della mostra Fumetto International alla Triennale di Milano è che diversi quotidiani stanno parlando di fumetto con commenti del tipo "Chi ancora crede che i fumetti siano roba per bambini farà bene a visitare la mostra Fumetto International...". E così si trovano sui giornali recensioni di opere come Pyongyang del canadese Guy Delisle (reportage a fumetti dalla Corea del Nord) a confermare, per chi non lo sa, che la letteratura disegnata ha a disposizione un linguaggio adulto, in grado di trattare qualunque argomento, dalla saggistica al reportage giornalistico, passando per l'intrattenimento e l'umorismo. Se per noi che viviamo nel mondo del fumetto queste sono cose scontate, non lo sono altrettanto, in Italia, per il pubblico in generale, quello che non frequenta di sicuro le manifestazione fumettistiche, ma che, invece, può essere stimolato a nuovi incontri e a nuove letture proprio dalla presenza del fumetto di qualità in luoghi della cultura tradizionalmente distanti dal fumetto. Peccato siano ancora così rare queste occasioni, perché ogni volta che ci sono state hanno dato ottimi frutti, che avrebbero dovuto essere invece coltivati con costanza nel tempo.Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Sabato, 27/5/2006
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