Tintin e il Tibet olimpico
Tintin e il Tibet. Un rapporto lungo e importante. Che lo ha legato persino nella sua storia editoriale alla sorte di quella terra, conquistata dalla Cina comunista e mai più liberata, e che ha mostrato a milioni di bambini (e non) quei monaci pacifici e dignitosi. Rappresentanti di una terra inglobata a forza da quella Cina che nel 2008 ospiterà le prossime Olimpiadi e la fiaccola, con tutto quel che simboleggia. Fiaccola che è a Torino Tintin au Tibetper le Olimpiadi invernali insieme a tre monaci tibetani, dei quali ben pochi hanno parlato, impegnati a mettere in gioco la loro vita col digiuno pur di poter parlare coi rappresentanti del Comitato Olimpico Internazionale a sostegno della causa della libertà e dei diritti umani. Perché, come aveva già notato Tintin a suo tempo, questi monaci sono pacifici e dignitosi e non manifestano assalendo le ambasciate o facendo stragi terroristiche, ma con la propria dignità e col sacrifico personale. Sarà per questo che pochi ci fanno caso? Mica preferiamo dare voce ai violenti e ignorare i pacifici? Info: www.italiatibet.org.

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Domenica, 26/2/2006
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