Anche nel mondo dei fumetti ogni nuovo anno che arriva coincide con infiniti compleanni di autori e di personaggi. Il 2006 non fa certo eccezione, con una lunga messe di appuntamenti che si trasformeranno in altrettante occasioni di ricordi e rievocazioni (talora anche con una punta di nostalgia o di rimpianto) che nell’arco dei prossimi dodici mesi porteranno alla ribalta l’Uomo Mascherato e Dick Tracy, il settimanale Tintin o l’elegante Rip Kirby. Forse il prossimo sarà in qualche modo anche l‘anno del fumetto francofono che nel 1946, dopo la parentesi bellica, ha trovato nuove spinte per ripartire alla conquista del mondo e dei lettori. Il 26 settembre 1946, infatti, è uscito in Belgio il primo numero di Tintin, un settimanale che si ispirava chiaramente all’omonimo e intraprendente reporter giramondo che Hergè aveva inventato
nel 1929. Il giornalino ha avuto anche un’edizione francese (tra il 1948 e il ’78) e ha ospitato a lungo i migliori autori del fumetto franco-belga, compreso Edgar Pierre Jacobs, prima collaboratore di Hergè e poi autore della serie di Blake e Mortimer, nata anch’essa nel 1946. L’incontro tra un ufficiale del servizio segreto inglese e un fisico nucleare appassionato di misteri legati all’occultismo ha permesso a Jacobs di realizzare originali e gradevoli avventure che spaziavano dall’archeologia alla fantascienza. Nello stesso anno, ma sulle pagine di un settimanale concorrente, il belga Spirou, nasceva anche Lucky Luke, ideato da Morris e sceneggiato poi per diversi anni da Goscinny. Con il celebre cow boy gli autori hanno rivisitato in modo umoristico miti e personaggi del vecchio West. Ma il 1946 è stato un anno fortunato anche per il fumetto italiano, con la nascita di Gim Toro, Amok o Misterix, da tempo scomparsi
dalla scena, ma in quegli anni ai vertici della popolarità con storie ambientate in scenari esotici, dalle Chinatowns americane alla giungla del sud-est asiatico, alla fantascienza. Nel 1946 è nato anche uno dei più originali e riusciti detective di carta, Rip Kirby di Alex Raymond (prima striscia 4 marzo di sessant’anni fa), il grande disegnatore americano che dieci anni dopo (il 6 settembre del 1956) sarebbe morto in un incidente automobilistico. Prima di Rip Kirby c’erano stati un’infinità di poliziotti di carta, ma il più famoso di tutti è stato (e forse lo è ancora) Dick Tracy ideato da Chester Gould e apparso per la prima volta l’11 ottobre 1931 in un momento in cui il banditismo dilagava e la società americana tentava di combatterlo con libri e film famosi, prima di stroncarlo definitivamente (o quasi). Scorrendo gli anniversari del 2006
c’imbattiamo in Phantom che compie settant’anni (è nato il 17 febbraio 1936) ed è uno dei primi esempi di giustizieri mascherati di cui il mondo dei fumetti (e non solo) abbonda. Portato al successo da Nerbini che ebbe la geniale intuizione di chiamarlo l’Uomo Mascherato, Phantom in Italia è ormai un sopravvissuto, mentre continua a venir pubblicato in molte parti del mondo, dall’Australia alla Scandinavia, disegnato spesso da Romano Mangiarano. Il 9 febbraio del 1906 nasceva Guido Martina, insegnante laureato in lettere e filosofia, diventato famoso grazie alle tantissime storie scritte per Topolino (la più celebre resta l’Inferno, ironico viaggio nell’universo dantesco) e per Pecos Bill, uno dei tanti cavalieri del West nati in Italia, ennesima e più rigorosa anticipazione dei western-spaghetti. Quarant’anni fa, il 15 dicembre, moriva Walt Disney, lasciando un vuoto che solitamente si definisce incolmabile, anche se i tantissimi eredi (o imitatori) non lo hanno fatto poi rimpiangere troppo. In tempi più recenti sono nate le strisce satiriche di Nilus dei fratelli Origone che hanno a lungo trasportato nell’antico Egitto fatti e personaggi del nostro tempo, Dylan Dog (ottobre 1986) di Tiziano Sclavi e Nathan Never (1991), presto affiancato da Legs Weaver che però non ha
fatto in tempo a festeggiare il decimo compleanno perché le edizioni Bonelli ne hanno sospeso le avventure con il numero 119, appena un mese prima di un traguardo che poche collane riescono oggi a raggiungere. Concludiamo ricordando due famosi giornali umoristici, nati e vissuti in un periodo in cui forse c'era poco da ridere: il romano Marc’Aurelio e il milanese Bertoldo, apparso il primo nel 1931 e il secondo cinque anni dopo. Furono due straordinari laboratori di vignettisti e sceneggiatori che sarebbero esplosi nel dopoguerra. Due nomi su tutti: Federico Fellini, autore di stralunate vignette e originali raccontini sul Marc’Aurelio, e Giovanni Guareschi, a lungo colonna del Bertoldo e poi padre, se non altro, della celebre coppia formata da Peppone e Don Camillo. [Carlo Scaringi]
(Con l'occasione dell'articolo di Scaringi e dell'atmosfera natalizia, vi offriamo, completo, il numero uno della rivista Tintin. Buon divertimento! NdWebmaster)Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Lunedì, 26/12/2005
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