| Scaringi: Ricordando Bonvi |
Nella notte fra il 9 e il 10 dicembre di dieci anni fa moriva a Bologna, all’età di 54 anni, Franco Fortunato Gilberto Augusto Bonvicini, poi universalmente conosciuto e amato come “il Bonvi”, uno dei massimi autori ironici e umoristici del fumetto italiano. E’ noto per essere stato il “papà” delle Sturmtruppen, quell’accozzaglia di soldati e ufficiali in divisa (nazista) che ha disegnato per circa seimila strisce, pubblicate e ripubblicate ancor oggi non solo in Italia ma in tutto il mondo, Germania compresa dove all’inizio la sua satira antinazista aveva suscitato proteste e censure. Aggiungere qualcosa di nuovo al mondo di Bonvi e delle
Sturmtruppen (come si intitola un grosso volume appena pubblicato da Rizzoli che raccoglie quasi un terzo della sua produzione) è difficile e forse inutile, perché Bonvi e i suoi soldati hanno ormai conquistato l’universo dell’immaginario collettivo, come Mandrake o Cocco Bill, Corto Maltese o l’Uomo Mascherato, divenendo quasi il simbolo della rivolta dell’uomo comune contro l’arroganza, i soprusi, le violenze che gli individui in divisa (non necessariamente nazista: possono indossare anche il doppiopetto del capufficio o il camice del medico) commettono contro i “poveri diavoli”, umili e sottomessi come i soldatini di Bonvi alle prese non solo con una guerra assurda come tutte le guerre, ma anche con la stupidità degli alti gradi. Più interessante è forse scavare un po’ nelle
radici di Bonvi, nato come disegnatore nel 1969 (sulla scia del Sessantotto, è fin troppo facile aggiungere) sulle pagine di “Off Side”, originale e forse periodico che usciva a Roma, teoricamente ogni quindici giorni, con fumetti di autori famosi (Crepax per esempio, ma anche Frank O’Neill e Mort Walker) e le storie un po’ strampalate di un giovane e non meglio identificato Bonvi che nei primi numeri raccontava “La vera storia di Buddy the Kid, la pistola più sbronza del West”, un presunto cow boy con la faccia grottesca e spigolosa dello stesso Bonvi. Questa storia western e le successive erano state disegnate dal Bonvi sul finire del 1968 e sarebbero poi entrare nel ciclo dedicato agli incubi di provincia. Sulle pagine di Off
Side Bonvi proponeva anche alcune strisce di amaro umorismo che avevano come protagonisti militari in guerra: erano le avanguardie delle Sturmtruppen, che da lì sarebbero ben presto partite alle conquista del mondo. Risale a quel primo periodo quella che è forse la striscia più drammaticamente amara e realistica disegnata dal Bonvi prima maniera. E’ piena di reminiscenze cinematografiche, col suo evidente richiamo a un famoso film pacifista, “All’Ovest niente di nuovo” e con le quattro vignette proposte in incalzante sequenza. All’inizio si vede un elmetto, ovviamente nazista, che ricorda il passato: “Prima erano i miei genitoren: avanti tutto viene l’amor Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Domenica, 27/11/2005
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