| La Bonelli sotto tiro: è vera crisi? |
Recentemente vi abbiamo segnalato una analisi, dal punto di vista di un esperto di marketing, della storica casa editrice Sergio Bonelli Editore. Oggi portiamo alla vostra attenzione un'altra analisi, stavolta su uBCfumetti, quella di Vincenzo Oliva dal titolo "il Buono, il Brutto, il Cattivo". Affronta la vexata questio della "crisi" (del settore, del fumetto, dell'edicola, dell'Italia e anche della Bonelli) e ne offre una interpretazione da persona che ama il fumetto. Buona lettura. Da parte mia aggiungo solo un aneddoto personale (fra i tantissimi che potrei citare): quasi ogni giorno frequento le vie del centro storico di Torino; vi si trovano senzatetto (i cosiddetti "barboni") che vivono sotto un portico, davanti a una chiesa, in un angolo della strada, e in quel piccolo spazio preso in prestito al Comune per la notte (e parte della mattina) vivono una vita davvero povera, dove non c'è nemmeno
l'illusoria consolazione della fiction televisiva per farli sognare un poco. Che c'entra, direte voi, miei cari lettori?... C'entra, c'entra: a dare un fiato di vita, di fantasia, di realtà traslata, di immaginazione, di storia, di sogno, persino di avventura, ci sono i fumetti pubblicati dalla Bonelli. Quei signori li vedo regolarmente immersi, anzi, completamente assorbiti nella lettura di Tex Willer (in particolare), di Mister No e altri eroi bonelliani. Forse personalmente richiesti "in omaggio" dai "barboni" ai giornalai, non so, ma non credo sia un caso che le loro letture siano sempre quelle, non altre. Se la Bonelli non avesse maturato un sacco di altri meriti in tutti questi anni, la capacità di parlare a queste persone (e di far sognare, conoscere e riflettere), questo "cinema tascabile", insomma, basterebbe a valerle (a tutti i suoi Autori e a lei, s'intende) una targa in marmo in una piazza del centro.Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Lunedì, 26/9/2005
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