| Il Fumetto è un grosso affare! Ma non dappertutto. |
Il fumetto francobelga (BD) nel mondo: un nano tra giganti. La rivista francese Capital titola un notevole dossier nel numero di gennaio 2004 (148) "Il boom di affari della BD". In particolare nel suo "dossier internazionale", per la prima volta in dieci anni, confronta il mercato del fumetto in Giappone, negli Stati Uniti e in Francia. Le cifre sono istruttive. Eccole in una tabella comparativa sul giro d'affari dei grandi editori mondiali del settore, in euro:
Giappone: 1- Kodansha (Zipang, Vagabond...) 1.482 milioni. 2- Shogakukan (Doraemon, Ranma 1/2...) 1.385 milioni. 3- Shueisha (Dragon Ball Z...) 1.227 milioni
USA: 1- Marvel (X-Men, Spider-Man...) 62 milioni. 2- DC Comics (Batman, Superman...) 50 milioni.
Europa Francofona: 1- Dupuis (Spirou, Cédric...) 72 milioni. 2- Dargaud (Blake et Mortimer, XIII...) 54 milioni. 3- Glénat (Titeuf, Joe Bar Team...) 48,5 milioni. 4- Casterman (Tintin, Le Chat...) 24 milioni. 5- Soleil (Lanfeust, Trolls...) 12,5 milioni. 6- Delcourt (Donjon, Navis...) 8,8 milioni.
Res ipsa loquitur (la cosa parla da sé) direbbe Giulio Cesare che, nella fattispecie, dovrebbe ingoiarsi il proprio veni, vidi, vici: la maggior parte degli operatori giapponesi pesano più di 100 volte di qualunque editore medio francobelga.
Il mondo invaso dai manga. Fino ad ora, potevamo isolarci nella nostra torre d'avorio, considerare che il nostro modello economico era il migliore del mondo, il più intelligente e il più bello. La brusca avanzata dei manga nel 2003 offre un'impressione, secondo certi osservatori, di buona salute del settore. Ma non deve nascondere la realtà di questa evoluzione: è per i manga, e solo per loro, che il 2003 è "l'anno della consacrazione" [si veda afNews del 22 dicembre 2003]. I manga hanno fatto crescere il mercato del fumetto del 10% nel 2003, contro il solo 3% del fumetto francobelga. L'uno accumulato all'altro permette al fumetto di suonare le trombe del trionfo. E' probabile che né gli editori, né i librai e nemmeno i lettori saranno toccati da questa crescita. Ma se parliamo di creazione francobelga, ci troviamo a una svolta. Non male per un genere [il manga] che i nostri libri di storia del fumetto ("Que sais-je?" e altri come "Clés pur la BD") ignorano completamente da almeno 25 anni!
Una tendenza europea. Bisogna dar credito all'Italia per avere introdotto il genere in Europa. Era stato lì potentemente sostenuto dall'arrivo dei disegni animati, un settore in cui gli editori francofoni avevano fino ad allora poco investito. Il testimone è poi passato ai video giochi. Oggi gli editori europei, come gli americani, hanno imparato la lezione: i progetti di film tratti da fumetti hanno superato il centinaio e i giochi video si moltiplicano, migliorando man mano la loro qualità. Ma si parte da lontano! Troppo tardi? E' possibile. Nel volume "L'Année de la BD" (che uscirà a gennaio 2004), Andreas C. Knigge, già direttore editoriale della Carlsen Verlag, racconta come i manga abbiano in qualche modo cacciato il fumetto francobelga dalla Germania: "La situazione del fumetto francobelga è diventata ben triste, qui. E' il regno del tutto-manga.
Persino il nuovo albo di Bilal è stato pubblicizzato dalla Epaha come "per un pubblico amatoriale", cioè un pubblico di collezionisti, con una tiratura di sole 5.000 copie. Tutti i classici (Buck Danny, Bernard Prince ecc.) sono ora pubblicati da piccolissime case editrici e se si avvicinano a una vendita di 4.000 copie stappano lo champagne, sempre che guadagnino abbastanza da pagarsene una bottiglia! Certo Gaston, Tintin e Spirou tengono ancora bene. Blueberry è, per così dire, defunto, e Lucky Luke gli va dietro. Titeuf qui non ha proprio attecchito e solo una manciata di personaggi, tra cui XIII, Blake et Mortimer e Valérian, radicati in Germania da moltissimi anni, danno ancora soddisfazione ai loro editori". La ragione di questa disaffezione? "Il loro pubblico è invecchiato. Solo Astérix ha mantenuto un grosso pubblico: si contano 2 milioni di copie per il suo ultimo albo. Ma in genere l'albo francobelga è morto per lasciare il posto ai manga che si vendono tra le 15.000 e le 150.000 copie, mentre il nuovo Tardi pubblicato da Edition Moderne a Zurigo non può sperare di trovare più di 1.500 compratori". La tendenza è identica in diversi altri grandi paesi europei come l'Italia, la Spagna e la Scandinavia. Solo l'Olanda resiste ancora. Questa situazione ci deve far riflettere, se si vuole che i nostri Autori ritrovino uno spazio duraturo nel mondo. Didier Pasamonik.
Per questo articolo: copyright esclusivo (c) Didier Pasamonik. Per la traduzione, autorizzata dell'autore: copyright (c) Gianfranco Goria.
New interesting data about the comic art market in the world. Japan, USA and french speaking Europe in an article by Didier Pasamonik, in french at UniversBD, commenting on a special dossier published by the biz magazine Capital.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Lunedì, 29/12/2003
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