| Museo a Lucca: sarà la volta buona? |
L'ufficio stampa lucchese ci segnala che il primo novembre 2003, durante Lucca Comics & Games, verrà presentata al pubblico dal Comune di Lucca la nuova sede del Museo Italiano del Fumetto (l'ex caserma Lorenzini). Non è la prima presentazione del genere negli ultimi anni e gli appassionati sperano che questa sia davvero una sede definitiva e permanente dove, in futuro, poter vedere qualcosa esposto, non riuscendo a cogliere dall'esterno quali possano essere le difficoltà locali nel trovare una collocazione stabile per un progetto che viene presentato come di alto profilo. Peraltro finché non esiste una collezione da conservare (con tutte le costosissime
attrezzature e logistiche che una collezione cartacea, e quindi altamente deperibile, comporta) non è nemmeno così importante avere davvero una sede stabile. Per ospitare delle mostre temporanee va bene un locale qualsiasi, in fondo. Insomma, anche stavolta, il pubblico non potrà ancora vedere, come invece succede in Francia, in Belgio e non solo, delle collezioni strutturate. Però potrà assistere alla nuova illustrazione di cosa dovrebbe essere in futuro il museo a Lucca, e a due mostre (una su Piffarerio e quella, già vista in giro per l'Italia, coi quadri disneyani The Magic Gallery, arricchita da un video sulla vita di Walt Disney e, secondo il comunicato stampa, "per la prima volta in così grande quantità"). Di un certo interesse culturale dovrebbe essere l'altra iniziativa collegata alla presentazione del progetto di museo, la tavola rotonda "Per un fumetto europeo: origini, percorsi, obiettivi futuri", che vede raccolti in discussione, insieme al direttore Gianni Bono, i rappresentanti del museo francese di Angouleme, quello belga di Bruxelles e, citiamo testualmente, "altri esponenti di realtà omologhe in altre nazioni europee". Un vero peccato che il comunicato stampa ufficiale non abbia considerato le altre realtà omologhe in Italia, quale l'esistente Museo del Fumetto intitolato a Franco Fossati (ricco
di una variegata collezione unica in Italia e non solo), e questo nonostante uno degli esimi relatori della tavola rotonda sia proprio Alfredo Castelli, che è uno dei soci fondatori e membro del Consiglio Direttivo della Fondazione Franco Fossati (che gestisce l'omonimo museo in Lombardia) presieduta da Luigi F. Bona. Una "dimenticanza" che potrebbe dare l'impressione, ai colleghi europei oltre che al pubblico italiano, che ci siano, nel nostro Paese, controproducenti guerre di campanile. Lucca, insomma, non manca mai di far parlare di sé, in modo o nell'altro. "Purché se ne parli", direbbe qualcuno...
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Mercoledì, 29/10/2003
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