Tante inaugurazioni, nessun museo, molte polemiche?

L'inaugurazione dell'anno scorsoIl Corriere di Lucca, con un articolo di Anna Benedetto, torna nuovamente sulla vexata questio mai risolta del museo del fumetto, di cui si è occupato anche l'Annuario di Fumo di China, che però probabilmente ignorava quanto segue al momento dell'uscita in edicola. Stavolta a essere intervistato, dopo il nuovo improvviso cambiamento di sede, per una struttura museale che ancora non esiste se non sulla carta, è l'ex presidente dell'ente Max Massimino Garnier, l'avvocato Giovanni Del Carlo, persona "informata dei fatti" che afferma “Le recenti dichiarazioni del Sindaco in merito all’istituendo museo del fumetto meritano alcune precisazioni. Occorre ricordare al Sindaco che, se Lucca è la capitale del fumetto questo non è certamente merito suo, ma di coloro che dal 1968 in poi, unitamente alla città, hanno lavorato per raggiungere questo ambito riconoscimento nel mondo dei cartoons. Il Sindaco infatti dal 1998 non ha fatto altro che distruggere sistematicamente ciò che era stato realizzato con fatica nel corso degli anni. Ha eliminato l’Ente Autonomo Garnier, ha eliminato la manifestazione nel weekend primaverile che offriva opportunità sia economiche che culturali alla nostra città”. Ma l'avvocato non si ferma qui e, parlando dei precedenti storici del museo, dice: “mi preme ricordare che nel 1998 vi era un finanziamento statale di 8 miliardi di lire per il restauro di Palazzo Guinigi, sede certamente più prestigiosa della Caserma Lorenzini”. (Si tratta del famoso finanziamento ottenuto anche grazie allo specifico lavoro istituzionale realizzato dall'Anonima Fumetti, l'associazione dei professionisti titolare del progetto di museo nazionale. NdR.) Mentre i lavori di ristrutturazione del Palazzo Guinigi non sono ancora Il primo ambizioso progetto di Museo a Lucca curato dall'Anonima Fumetti, rigettato dall'attuale amministrazione comunale.terminati, ancora si mormora che il finanziamento governativo fosse vincolato proprio all'inserimento del Museo nazionale del fumetto nel prestigioso Palazzo. Se si fosse seguita quella via – continua Del Carlo – Lucca avrebbe ormai il Museo Nazionale da alcuni anni; si è invece preferito buttare a mare tutto quanto e ad oggi nel 2003 siamo ancora agli annunci strepitosi di futuri musei, tacendo della fallimentare esperienza di neppure un anno in cui, in piena campagna elettorale, per puri fini strumentali, vi fu la collocazione di poche ed L'Agorà, la sede prevista e inaugurata l'anno scorso per il Museo e ora rigettata.insignificanti ‘tavole’ nelle sedi dell’Agorà”. L'ex presidente Del Carlo parla intenzionalmente, nelle sue precisazioni, di “Museo Nazionale”: statale era infatti il primo progetto di museo (quello curato dall'Anonima Fumetti), portato avanti dall’amministrazione Lazzarini, mentre ha finito per diventare con l’amministrazione Fazzi un “Museo Italiano” “dedicato alle famiglie”, praticamente comunale. A inasprire gli animi nel comicdom italiano pare contribuirà anche la brochure distribuita in occasione dell'ultima edizione di Cartoomics, nella quale si reitera l'errore di attribuzione a Lucca della nascita del primo salone del fumetto nel 1965 (che invece fu a Bordighera, come tutti sanno) a sottolineare quindi una presunta continuità tra quella manifestazione (che è invece poi passata a Roma) e l'attuale Lucca Comics (che è altra cosa). Già in occasione della precedente inagurazione del museo, l'anno scorso nella precedente sede, questo "errore" aveva suscita l'indignata reazione di Rinaldo Traini che, giustamente, rivendicava all'associazione Immagine la titolarità e la proprietà della manifestazione e protestò inviando una durissima lettera aperta alle agenzie (tra cui la nostra) e al Comune di Lucca. Nonostante ciò nel sito del Museo di Lucca (alla pagina Un Museo che viene da lontano) continua a esserci l'affermazione inesatta di una continuity che dura dal 1965. E ora persino la nuovissima brochure (con la nuova sede pronta per la nuova inaugurazione del museo del quale continuano a ignorarsi i contenuti reali) riporta le stesse affermazioni, ma stavolta firmate addirittura da un esperto come Gianni Bono. Possiamo immaginare l'ira funesta di Traini che difficilmente potrà pensare che stavolta si tratti ancora di un "errore dovuto a ignoranza".
Un piccolo frammento della faraonica collezione del Museo FossatiE' stato invocato il dovere di cronaca per spingerci a parlare di nuovo di ciò che non ha ancora nemmeno visto la luce. Pazienza, stavolta va così. In futuro, se possibile, preferiremmo dedicarci a realtà magari meno coperte dai media, come un museo di cui si parla decisamente meno nelle riviste specialistiche come Fumo di China, ma che, nei suoi limiti, esiste e ha dei contenuti reali, il Museo intitolato a Franco Fossati e che trovate anche in rete su www.fumetti.org/fondazione. A Lucca ci torneremo volentieri (giornalisticamente parlando) quando il museo del fumetto ci sarà davvero.

Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Lunedì, 31/3/2003
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