Interviste @
Su comicus.it oggi si trova un intervista a Ramin Djawadi, il compositore di "Iron Man". L'intervista è in italiano e in inglese. Click qui per leggerla. Interview to Ramin Djawadi, Iron Man.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Domenica, 6/4/2008 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Interviste
Oggi pubblichiamo un'intervista in "contemporanea" con altri siti, partner di questa particolare iniziativa. L'intervista è a Eric Shanower, l'autore del premiato L'età del Bronzo. I siti della "contemporanea" sono ComicsBlog, MangaForever e naturalmente afNews. "L’intervista è nata grazie ad un rapporto di collaborazione con Andrea Materia, quindi con la casa editrice Free Books, che sta pubblicando le opere dell’autore, e con il contributo di afNews, ComicsBlog e Manga Forever." Potete leggere on line il primo episodio completo de L’Età del Bronzo (click qui) e la storia The Forgotten Forest of Oz tratta da Avventure nel Mondo di Oz (click qui). Non casualmente parte delle nostre domande sono in linea con l'iniziativa The Young Readers' Page (a cura di afNews e Anonima Fumetti, in convenzione con la Regione Piemonte), Buona lettura! Afnews.info – Se le informazioni in nostro possesso sono giuste, hai frequentato la Joe Kubert School. E’ stata un’esperienza utile? E in che modo questo tipo di formazione “accademica” ha influenzato i tuoi lavori successivi?
Ho frequentato la Joe Kubert School of Cartoon and Graphic Art a Dover, in New Jersey. E’ situata sull’East Coast degli Stati Uniti, a circa un’ora di macchina da New York City. Avevo diciassette anni quando iniziai la scuola nell’autunno del 1981, e presi il diploma del corso triennale nel maggio 1984. All’indomani dell’ultimo giorno di lezione ottenni il mio primo lavoro nel campo dei fumetti, eseguire il lettering di un numero di Warp, pubblicato dalla First Comics. Il giorno seguente ottenni il mio secondo lavoro, disegnare una storia per New Talent Showcase, pubblicato da DC Comics. La mia esperienza presso la Kubert School è stata preziosa sotto molti aspetti. Gli insegnanti mi hanno posto di fronte a tecniche e materiali molto differenti tra loro, alcuni dei quali avevo già incontrato precedentemente, ma di cui la maggior parte mi era del tutto ignota. Avevo seguito lezioni di disegno fin da quando ero bambino, così avevo già esperienza di una gran varietà di stili e tecniche. Ma la Kubert School era più impegnativa di qualunque cosa in cui mi fossi mai imbattuto prima, soprattutto perché si trattava di una scuola a tempo pieno, cinque giorni a settimana. Ho dovuto lavorare duro — tutti laggiù lo facevano, se volevano terminare i compiti assegnati e fare qualche progresso. Prima di intraprendere la Kubert School possedevo già qualche nozione circa il modo in cui gli albi a fumetti venivano creati e pubblicati, ma lì appresi in dettaglio le modalità di preparazione della grafica per gli albi a fumetti americani, e le appresi da maestri che a loro volta lavoravano per quei medesimi albi. Ho imparato molto anche dagli altri studenti. C’era sempre un leggero sottofondo di amichevole competizione. Provavo invidia nei confronti di altri studenti che creassero artwork belli o innovativi, ma né io né nessun altro reagiva in malo modo per questo. Mi spronava ad impegnarmi maggiormente col mio proprio lavoro. Ho migliorato le mie abilità grafiche immensamente durante gli anni trascorsi alla Kubert School, soprattutto perché c’era così tanto lavoro da fare che ho fatto molta pratica. Il tempo alla Kubert School mi è stato utile anche per crescere in quanto essere umano. Prima di andare alla Kubert School avevo vissuto tutta la vita con la mia famiglia. Ho iniziato la scuola immediatamente dopo essermi diplomato presso un istituto superiore statale. Per la prima volta sperimentai cosa volesse dire essere completamente responsabili di sé stessi. Avevo delle idee circa il modo in cui andava il mondo ed il posto che occupavo all’interno di esso. Molte di queste idee non erano realistiche, così cambiarono. Altre fui io ad abbandonarle. Fa tutto parte del crescere, credo. Una delle cose che cambiarono fu il fatto che prima ero solito reagire in maniera sprezzante nei confronti di quegli studenti che giudicavo non si impegnassero abbastanza, che copiavano o mentivano sui motivi per cui non avevano finito il compito. Imparai che dovevo gestire questo tipo di situazioni con molto più garbo e che non tutti vedevano le cose al mio stesso modo. Ancora oggi non sono una persona piena di tatto in molte situazioni, ma rispetto a com’ero allora lo sono molto di più. Insomma, ricevetti molte preziose lezioni di vita alla Kubert School, lezioni che non erano segnalate come facenti parte del curriculum. Cerco tuttora di essere il tipo di persona che impara, cresce ed è aperto alla vita, ma la concentrazione verso quest’obbiettivo non è più la stessa di allora. Quello fu un periodo davvero intenso. Afnews.info – Conosci il mondo del fumetto italiano, e se sì, c’è un autore che apprezzi in particolare?
Temo proprio di non conoscere molto circa il mondo del fumetto italiano. Ho qualche dimestichezza con alcuni fumettisti il cui lavoro è stato tradotto in inglese, come Milo Manara. Mi piacciono molto Indian Summer e altri dei suoi lavori, come Click! Ho presenti anche alcuni degli artisti italiani che hanno disegnato fumetti Disney, perché alcuni lavori di questo genere vengono tradotti in inglese. Ma in definitiva conosco ben poco del fumetto italiano. Mi piacerebbe saperne di più. Afnews.info – Poiché attualmente è la mia principale area d’interesse e lo sarà anche in futuro, mi piacerebbe conoscere quali albi a fumetti leggevi da bambino, e se le tue letture infantili sono più importanti e significative per te di quelle adulte.
Uno dei primi fumetti di cui ho memoria è Tintin di Herge. I libri di Tintin erano serializzati in una rivista americana intitolata Children’s Digest. Più tardi i libri vennero pubblicati in traduzione inglese e li acquistai tutti. Ricordo pure che i miei genitori mi leggevano le strips a fumetti sul giornale della domenica, ma l’unica che riesco a richiamare alla mente con precisione è Pogo di Walt Kelly. Mi piacevano i disegni, ma non le storie — non ero in grado di comprenderle. Più tardi, quando avevo dodici anni, trovai una raccolta di strisce di Pogo e me ne innamorai. Da bambino leggevo anche alcuni fumetti Disney. Il primo che ricordo è Bambi di Walt Disney, la versione a fumetti. Mia madre lo buttò via due volte, ma entrambe le volte lo recuperai dalla spazzatura. Lo possiedo ancora. Per un periodo andai pazzo per Peanuts di Charles Schulz. Per molti anni ne ritagliai le strisce dai giornali domenicali e le conservai. Gettai via la mia collezione quando avevo poco più di vent’anni, perciò sono davvero contento che Fantagraphics stia ristampando la raccolta completa di Peanuts. Ma i fumetti che compravo e leggevo di più quando ero bambino erano quelli editi da Harvey Comics: Richie Rich, Casper, Little Dot, Little Audrey, Hot Stuff e così via. Fui ossessionato dai fumetti di Richie Rich per anni. Una storia di Little Audrey in cui Audrey e i suoi amici disegnano fumetti in cui loro sono i protagonisti mi ispirò una delle serie a fumetti che scrissi e disegnai da giovane — dai dodici ai diciotto anni — su mia sorella, su di me e su due nostri amici, tutti impegnati in fantastiche avventure. Di recente la Dark Horse ha iniziato a pubblicare raccolte di volumi delle vecchie storie Harvey Comics, e siate certi che le sto comprando. Sono rimasto un po’ sorpreso nello scoprire che non ho più una grande opinione di Richie Rich, ma quel Casper è più affascinante che mai. Leggere questi nuovi volumi ha riacceso il mio interesse per gli Harvey Comics che ho comprato da bambino, così li ho tirati fuori dal ripostiglio e attualmente ne sto rileggendo parecchi. Quando ero bambino, mia madre non voleva che io comprassi fumetti che sembravano violenti. Ogni tanto compravo una copia di Justice League of America o Wonder Woman o Astonishing Tales, ma per lo più mi tenevo lontano dai supereroi. Un’altra ragione per cui non compravo fumetti di supereroi era che le storie spesso continuavano da un numero all’altro, ed era improbabile che io riuscissi a trovare due numeri consecutivi. L’idea di non essere in grado di leggere una storia completa non mi piaceva proprio. L’unica eccezione fu quando scoprii Capitan Marvel e la famiglia Marvel in Shazam! della DC. Adoravo quelle storie, sebbene poi sia giunto a capire che le storie che mi piacevano erano le ristampe di quelle degli anni ’40 e ’50 disegnate da C. C. Beck e Kurt Schaffenberger. Le storie nuove di solito non erano altrettanto interessanti. Quando Shazam! interruppe le ristampe e si modellò sulla versione che a quel tempo era trasmessa in televisione, il mio interesse svanì. Amavo anche le storie di Zio Paperone e Paperino di Carl Barks. Qualche tempo fa, John Clark della Gemstone Comics mi chiese di scrivere e disegnare una storia per Zio Paperone, ed io naturalmente colsi al volo l’opportunità. La storia è schizzata a matita ed è in attesa di approvazione da parte della Walt Disney, ma ormai è da mesi che aspetto, e inizio a chiedermi se sarà mai approvata e pubblicata. Per un po’ di tempo mi piacquero anche i fumetti Archie Comics. Io penso che la differenza maggiore tra le mie letture a fumetti dell’infanzia e quelle dell’età adulta stia nel fatto che ora sono un fumettista professionista. Quando da bambino leggevo fumetti, li leggevo soltanto perché mi piacevano. Gradualmente, crescendo, iniziai a disegnare le mie strisce e i miei albi a fumetti — i primi che mi ricordo risalgono a quando avevo nove anni. Col tempo, quando avevo circa quindici anni, decisi di voler disegnare fumetti per professione. Ma leggevo ancora fumetti perché mi piacevano, non con l’obbiettivo specifico di imparare da essi. Ora, quando leggo fumetti, li leggo ancora in cerca di un’esperienza piacevole ma tengo sempre aperto un occhio analitico. Li osservo per vedere come gli autori hanno ottenuto ciò che è stampato sulla pagina, non solo come l’artista ha composto una vignetta o come ha sviluppato la storia da una vignetta all’altra, ma come la storia ha raggiunto il suo impatto emozionale. Da bambino non possedevo un simile occhio analitico perché non stavo coscientemente cercando di assimilare tutto quel che potevo. Credo che stessi comunque assimilando molto — altrimenti oggi non sarei un fumettista — semplicemente non lo comprendevo appieno. Invece ora è un riflesso onnipresente, semi-consapevole che non sono sicuro di poter spegnere qualora ci provassi. Afnews.info – Quali fumetti e strisce di tutte le epoche raccomanderesti ai giovani lettori?
Oltre ai titoli che ho appena nominato e che leggevo da bambino, raccomanderei anche le storie di Zio Paperone e Paperino di Don Rosa, Calvin and Hobbes di Bill Watterson, Courageous Princess di Rod Espinoza, Castle Waiting di Linda Medley, Little Lulu di John Stanley e Irving Tripp, Moomin di Tove Jansson, Popeye di E. C. Segar, e per ragazzi un pochino più grandi Terry and the Pirates di Milton Caniff e Blueberry di Charlier e Giraud. - Le domande fatte da Comicsblog e le relative risposte le trovate facendo click qui. - Le domande fatte da Manga Forever e le relative risposte le trovate facendo click qui. Francesco Spreafico, supervisore dei volume americani della Free Books – Presto uscirà una tua miniserie per la linea Marvel Illustrated che adatta il Mago di Oz, ma verrà soltanto sceneggiata da te; cosa pensi di questa esperienza?
Finora mi piace adattare Il Mago di Oz in sceneggiature a fumetti. Sono veramente felice che un altro artista, Skottie young stia disegnando il progetto. Se la Marvel mi avesse chiesto di disegnarlo oltre che di scriverlo, avrei dovuto rifiutare perchè la mia tabella di marcia è occupata principalmente da L’Età del Bronzo. Ma riesco a trovare il tempo per scrivere questa serie in otto episodi. Ho appena finito la sceneggiatura del sesto albo, e devo dire che questo lavoro è stato molto divertente. Sto lavorando con il testo di una storia che amo, e posso adattarla nel modo in cui penso debba essere fatto. Gli editor della Marvel sono contenti di quello che ho presentato. Ci sono stati molti adattamenti de Il Mago di Oz. Alcuni sono buoni, altri meno. Ma io credo che, parlando da fumettista che conosce Oz da molti anni, che ha una profonda conoscenza dei lavori di Baum — non solo dei sui libri di Oz — che ha familiarità con quasi ogni aspetto di Oz e di tutte le sue trasformazioni, e che scrive e disegna storie su Oz fin da bambino, apporto un ricco background e un potenziale unico a una versione a fumetti de Il Mago di Oz. Sto compiendo ogni sforzo possibile per realizzare l’adattamento a fumetti definitivo. Anche Scottie Young, il disegnatore, ne è molto entusiasta. Ho visto un solo disegno per questo progetto, così non vedo l’ora di vedere la sua interpretazione della mia sceneggiatura. Francesco Spreafico, supervisore dei volumi americani della Free Books – L’Età del Bronzo ti tiene troppo impegnato o ritornerai su Oz come disegnatore? Nei fumetti, intendo, oltre a illustrare libri. La tua conoscenza dei personaggi è perfetta. Grazie. Amo i personaggi di Oz, ma non ho in mente di scrivere e disegnare altri fumetti di Oz nello stile di Avventure nel mondo di Oz. Sono impegnato su L’Età del Bronzo fino a quando non avrò terminato la storia di Troia. Finchè non sarà finita non avrò tempo per nessun altro progetto di primo piano. Spero che quando avrò completato L’Età del Bronzo troverò un argomento del tutto nuovo in cui affondare i denti. Ma non ho idea di cosa porterà il futuro. Forse nuovi fumetti di Oz ne faranno parte. Francesco Spreafico, supervisore dei volumi americani della Free Books – E visto che parliamo di Oz, scriverai altri romanzi? (Ho letto il tuo romanzo di Oz e l’ho adorato)
Grazie mille. Immagino che tu intenda The Giant Garden of Oz, che ho scritto da una mia idea per un thriller ambientato nel mondo di Oz nello stile di Dick Francis o Ken Follett, se posso essere tanto sfacciato a fare un’affermazione del genere. C’è anche il mio libro di storie brevi e poesie su Oz, The Salt Sorcerer of Oz and Other Stories. Ho anche realizzato molto dell’editing e della revisione del manoscritto di John R. Neill per The Runaway in Oz,ma non rivendico quel libro come mio — è senza dubbio di Neill. La risposta lla tua domanda di altri romanzi di Oz è la stessa alla domanda sui fumetti di Oz. Sono impegnato con L’Età del Bronzo nell’immediato futuro, così non posso prendermi nessun altro incarico importante. Non ho piani per altri romanzi di Oz, ma chi sa cosa porterà il futuro? Traduzione: Roberto Addari and Emiliana Cordone; Supervisione: Michele Fidati and Roberto Addari. Un grazie anche a Manga Forever (cliccate qui per leggere la versione in inglese dell’intervista).
Interview to Eric Shanower. Click here.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Sabato, 29/3/2008 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Interviste
"... Ci riceve nel suo studio di Manhattan. «Esco poco. Non si può più fumare da nessuna parte!». Dice che il divieto di fumo, che ormai si estende anche nei condomini, è dovuto al puritanesimo americano. Negli Anni 70 aveva pubblicato Prince Rooster, un libro per ragazzi basato su una favola hassidica del Rabbi Nachman di Breslavia. Numerosi editori glielo avevano rifiutato perché l’eroe vi compariva nudo. Le librerie lo esponevano soltanto nella sezione riservata agli adulti. Il corto circuito puritanesimo-pornografia, spiega Art Spiegelman, è una specialità anglosassone. «La nostra cultura popolare è situata grosso modo tra i seni di Janet Jackson e il clitoride di Paris Hilton», dice. «Ma far vedere un pene in un fumetto, no, non si può! Eppure siamo costretti ad ascoltare polemiche aberranti sulle cellule staminali o Darwin» ..." Articolo completo LaStampa.Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Venerdì, 21/3/2008 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Interviste
Alessio Trabacchini ha intervistato per Exibart Marco Corona. Che racconta la genesi delle sue storie, l'organizzazione delle sue giornate, il suo equilibrio narrativo sospeso tra l'onirico e la realtà, i suoi autori preferiti (Jack Kirby su tutti), dei suoi libri pubblicati e di quelli in uscita (come L'ombra di Walt, di cui anticipa qualche particolare). Alcune tavole scartate di quest'ultima storia sono in mostra alla Galleria Galleria Miomao - Arte contemporanea del fumetto di Perugia (c.so Cavour, 120) dov'è in corso la sua prima personale, B-sides, prorogata al 15 marzo 2008. Corona ha pubblicato altre anteprime di Walt sul blog Il canguro pugilatore. In esposizione alla Miomao si trovano tavole e disegni originali "scartati" e mai pubblicati. Clicca qui o sul'immagine per leggere l'intervista integrale.Articolo di Gianluca Testa (se non altrimenti indicato) - Venerdì, 7/3/2008 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Interviste
Sergio Colavita ha intervistato Sergio Staino, il papà di Bobo, per la rivista Viveur. Un'intervista in cui Staino parla della sua quasi cecità e di come l'uso della tecnologia gli permetta di continuare a disegnare, di come Bobo non gli somigli più e sia diventato invece il suo "editorialista", di quanto grande e misconosciuto fosse (e sia) Andrea Pazienza, di quale sia il compito della satira ("seminare dubbi"), di chi sono (nomi e cognomi) i fondamentalisti che si sono arrabbiati per le sue vignette, di come i giovani d'oggi si sentano soli e impauriti perché privi di coscienza comunitaria, del suo nuovo romanzo, dei suoi sogni. Vi basta fare click sull'immagine di questo articolo per scaricarvi la rivista con la relativa intervista. Buona lettura.Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Venerdì, 22/2/2008 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Interviste
 Può capitare che ci sia identità di vedute. "Avrete la stessa età", potrebbe dire qualcuno. Invece no. Nel blog di Luca Boschi troviamo questo brano di un'intervista a Davide Calì: "Quale modello di rivista d'autore per ragazzi vorresti vedere nelle edicole? Una rivista antologica per ragazzi, con stili diversi e ben identificabili dei suoi autori, con grafiche non omogeneizzate fra loro in base a model sheets a cui tutti devono ricondursi. Nel vecchio «Corriere dei Piccoli» c'erano Jacovitti e Toppi, Pratt e i francesi, le gag demenziali di Castelli e il racconto epico al fianco di avventure di genere (western, giallo, fantascienza, fantasy)... Tanti stili diversi sia graficamente che narrativamente, che aiutavano i ragazzi nella loro formazione del gusto: la platea che qualche anno dopo si sarebbe rivolta alle riviste facendole vivere, al pari di quanto avveniva oltralpe. Ecco: la prima cosa da fare in Italia è creare una rivista per ragazzi, sfidando gli enormi ostacoli che ne hanno intralciato la nascita sino ad oggi..." Assomiglia a quanto andiamo dicendo da anni, vero? E che continueremo a dire finché sarà necessario. Intanto potete leggervi il resto nel blog di Boschi, facendo click qui, dove troverete un ulteriore link per approfondire ancora di più.Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Venerdì, 15/2/2008 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Interviste
Davide Caci ci segnala la pubblicazione dell'intervista a Bruno Concina, Uno sperimentatore positivo - Parla uno dei più grandi nomi del fumetto made in Italy degli ultimi trent’anni, su Komix.it. Potete leggerla facendo click sulla fotografia qui accanto.Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Sabato, 9/2/2008 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Interviste
Avevate apprezzato le scorse interviste radiofoniche del Garage Ermetico su Radio Kairos? Le prossime (oggi) coinvolgono Giorgio Cavazzano e Antonio Serra. Ma di cosa parleranno? Lo scoprite facendo click qui (dove, in seguito, troverete anche il file mp3 delle interviste).Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Sabato, 2/2/2008 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Interviste
Rossano Piccioni, che sta lavorando all'Insonne, ci segnala che sabato 2 febbraio, su Sky, andrà in onda una sua intervista nella trasmissione Show Television, alle 19:30 sul canale 869. Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Giovedì, 31/1/2008 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Interviste
Nicola Raimondi (che ringraziamo) ha sbobinato per noi una parte delle interviste fatte da Radio Kairos nell'ambito della questione Concina vs. Disney, di cui abbiamo parlato su afNews. Ve ne proponiamo qui dei brevissimi stralci, invitandovi, se interessati, ad ascoltare l'intervista per intero facendo click qui e scaricandola sul vostro computer. Ecco alcune delle afermazoni del noto sceneggiatore disneyano Carlo Chendi: "Radio Kairos: ...che cosa ne pensi e, secondo te, appunto quali ne possano essere le ragioni [della crisi di Topolino, NdR] - Chendi: Mah, io credo che uno dei motivi è il cambio della società, quindi adesso sono attirati dal cellulare, da internet, dai videogiochi da tutta una serie di cose, quindi senz'altro c'è un calo da quel punto di vista che ha portato via lettori, però l'altro caso, secondo me, che è abbastanza significativo e che poteva in qualche modo parare questa perdita di questi mezzi moderni è il diverso target di lettori a cui i dirigenti... i direttori di Topolino hanno destinato il giornale. Una volta il giornale era per bambini 'adulti', cioè il giornale veniva comprato dai genitori, lo leggevano i figli, ma soprattutto lo leggevano i genitori, Se i genitori lo trovano divertente, interessante continuavano a comprarlo, adesso càpita che il giornale è fatto per bambini un po' scemi, detto tra virgolette. E compra il Topolino, lo porta a casa, il figlio magari lo legge, finito lo prende in mano e non lo trova divertente, per cui alla fine non lo compra e dice al figlio: ma non leggere queste scemenze! questa è la terra-terra. Secondo me al Topolino sono successe, non so... hanno sbagliato nei direttori. Il precedente, Cavaglione, veniva da Amica e la sua specialità era una rivista di moda, il secondo direttore era la Muci e veniva da un giornale di moda anche lei, se io chiamo... io ho un ribinetto che perde chiamo un premio Nobel della chimica: riparami il rubinetto! non mi provocherà che danni... ho bisogno di un idraulico e io credo che a Topolino sia mancato l'idraulico, ecco, sono stati messi dei premi Nobel, ma non gli idraulici. ... [omissis] ... E le storie sono fiacche... Io ho letto la lettera che ha mandato Còncina, dove si lamenta che in una storia gli hanno suggerito 18 cambiamenti e cose del genere, ma davvero, cioè, la Muci aveva creato una redazione con sette redattori che, praticamente, pigliavano in mano una trama e la mettevano ai voti, alla fine ciascuno suggeriva un cambiamento diciamo così snaturando tutto, detto proprio... non so io stesso non sono più riuscito a lavorare in quel ruolo. Io ho fatto tre... non è che non abbia bisogno, però non so almeno ho tante altre cose da fare. Ho fatto tre proposte, me le hanno rifiutate tutte e tre e io ho smesso, che senso ha, io che sono stato abituato per tutta la vita, come anche Còncina, probabilmente come Cimino che il direttore si fidava di noi, cioè una volta che ci aveva 'testati', sapeva cosa eravamo in grado di fare, quindi non ci controllava più. Cimino, addirittura, si faceva pagare le storie in anticipo prima ancora di scriverle, mandava il titolo senza fare la storia, perché il direttore si fidava... Adesso con sette redattori che, d etto tra di noi, non è che ne capiscano, non sono granché del mestiere, che si mettono lì ad esaminare le storie e poi cominciano a proporre cambiamenti che... insomma per un autore non hanno senso, poi non so sarebbe come se... non so... un grande giornalista, chessò Giorgio Bocca deve sottoporre ogni volta che fa l'articolo deve sottoporre l'articolo a sette redattori che dicono: no, questo non lo scrivi e metti questo... cioè o uno si fida di un autore o non lo fa lavorare... [omissis] ...Guardi, io ho lavorato dentro la Disney per 10 anni, ero un consulente esterno con ufficio dentro ed ero un po' il braccio sinistro di Capelli. Ora, finché c'era Capelli, era possibile parlare con lui in qualsiasi momento, dava ascolto a tutti. Con l'altro direttore, lavorando ancora dentro, una volta lo incontri in corrodoio... ti devo chiedere una cosa... una sciocchezza... dice: prendi appuntamento con la segretaria... per dire, non so... s'è creata non so una gerarchia, poi probabilmente visto che le cose vanno male, tutti i redattori e il direttore, cioè tutti lì dentro non si fanno trovare, cioè lei telefona non c'è nessuno, o sono a casa ammalati con l'influenza, sono fuori stanza o sono fuori sede, sono... poi lo dice anche Còncina, c'è un muro di gomma, nessuno risponde più. Radio Kairos: Sì, infatti anche noi avevamo provato a chiedere se c'era qualcuno della Disney che voleva intervenire in questa puntata, e, appunto, non abbiamo avuto risposte... Carlo Chendi: No, no, insomma... perché non sanno, primo non sanno cosa dire, no, no, no... è una situazione... è un delitto, ma ha visto... ci ho passato la vita su Topolino, io ho incominciato nel '54... non so... è stata... a parte il fatto che mi piaceva, i personaggi sono... sono... ancora orgoglioso adesso di aver scritto delle storie recitate dai più grandi attori del mondo che sono Paperino, Paperina, Topolino, non so per me è ancora motivo di orgoglio e vedere che... non so Topolino... ridotto così... mi dispiace, è un dolore... veramente. ... [omissis] ... Carlo Chendi: ... io tra l'altro ho... a causa degli anni che ho lavorato in editoria, ho amici editori che mi passano i tabulati reali di vendite e rese... Topolino, oggi, qualche volta è sotto le 90.000... insomma che è niente in confronto a quello che vendeva il Topolino... poi, ecco io quando lavoravo dentro la Disney negli anni... fine degli anni '90, il Topolino vendeva mediamente 350.000 copie con punte in qualche mese, non so tipo luglio con i 'gadget', così, si è arrivati a 1.000.000 di copie vendute, io ho i tabulati veri, un milione di copie vendute e mi ricordo quando la resa media era del 6%, quando c'era il 12% - il massimo- c'era una tragedia, tutti che si chiedevano perché una resa così alta, che sta succedendo, adesso la resa arriva il 40/45%..." Chendi rivela anche altro: ascoltate l'intervista completa e contestualizzata, nel Garage Eermetico.Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Martedì, 29/1/2008 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Interviste
Bob Iger, da soli tre anni alla guida del colosso dell'intrattenimento mondiale (dopo la defenestrazione di Michael Eisner), è ben conscio che "la trasformazione del nostro settore è talmente veloce da imporre un adeguamento costante". Insomma, la Disney si muove continuamente per conservare (e magari allargare) la propria posizione. Iger afferma di non essere preoccupato di Steve Jobs (che però preferisce tenere a distanza, nonostante sia il primo azionista individuale della multinazionale dell'itnrattenimento), quanto di Rupert Murdoch. E certamente non considera nemmeno di striscio il casareccio Berlusconi, che gli fece (quando ancora l'uomo di Arcore era un imprenditore) una grande impressione di "invadenza spaziale", ma che, da come ne ha parlato al Sole24 ore, non gli suscitò altro che "un sorriso". Tornando al punto, per Iger la vera sfida è il web, e per quanto riguarda l'editoria sostiene che "essere bravi editori non è più garanzia di sopravvivenza" e che "la vera sfida per una branded creative content company è diversificare in modo oculato i canali di distribuzione". Chiaro, no? L'intervista completa a Bob Iger è sul Sole24ore e potete leggerla facendo click qui.Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Domenica, 20/1/2008 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Interviste Sabato 15 e domenica 16 dicembre Neil Gaiman è stato intervistato da Luca Crovi, conduttore della trasmissione radiofonica Tutti i colori del giallo. "Perché ve lo dico solo adesso?", vi starete chiedendo... Perché lo ho scoperto in ritardo... (continua su Fumetti di Carta Blog)Articolo di Luigi Siviero (se non altrimenti indicato) - Giovedì, 20/12/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Interviste
Luca Boschi intervista Tito Faraci, che ha curato la sceneggiatura della "ripresa" del Natale sul Monte Orso di Carl Barks, storia disegnata da Giorgio Cavazzano della quale abbiamo parlato recentemente su afNews (evidenziando la gaffe della ripubblicazione) a proposito del "nuovo corso" di Topolino, e che viene pubblicata sul "nuovo" Topolino in uscita. Per leggere l'intervista sul blog di Boschi, vi basta fare click qui.Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Martedì, 18/12/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Interviste Sul sito www.romanimata.it si possono vedere le interviste a tutti i protagonisti dei Castelli Animati 2007: da David Silverman, regista dei Simpson, a Bruno Bozzetto, da Maurizio Nichetti a Michel Ocelot, da Sergio Staino a Luca Raffaelli, da Guido De Maria a Vincino e varie altre. Tra le tante curiosità anche una straordinaria esibizione dal vivo di David Silverman al bassotuba, accompagnato dal musicista di cartoni Nik Phelps al clarinetto e da Monica Ward, voce di Lisa Simpson, al canto.Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Lunedì, 3/12/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Interviste
Dopo il corposo intervento di Rinaldo Traini sulla storia dei primi anni della manifestazione fumettistica a Lucca, pubblicato integralmente su afNews il 22 novembre scorso, oggi vi proponiamo una lunga e ricca intervista a Gianni Bono, editore e noto esponente del comicdom italiano, che si è occupato, fino a poco tempo fa, del Museo del Fumetto di Lucca. Vi vengono affrontati temi delicati e scabrosi, tutto quanto di controverso è venuto alla ribalta in questi anni, e altro ancora. Gianni Bono è stato veramente il Direttore del Museo? E' stato rimosso o lo è ancora? Finalmente chiarito il perché del passaggio dell'etichetta da Museo Italiano a Museo Nazionale? Il Museo ha davvero una propria collezione? Qual'è stato il ruolo dell'allora sindaco Fazzi? Qual'era il compenso di Gianni Bono per il suo lavoro? Davvero il Museo è stato un "costoso insuccesso"? A questi e altri quesiti troverete risposta facendo click sull'immagine di questo articolo e leggendo l'intervista completa e integrale.Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Venerdì, 30/11/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Interviste Francesco Spreafico ha segnalato la pubblicazione, sulla webzine tedesca Lustige-Taschenbuecher, di una intervista ad Annabella Bottaro (secondegenita del Maestro Luciano Bottaro), curata da Casty e Restel. Click qui per leggerla in italiano.Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Giovedì, 29/11/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Interviste
 Visto che abbiamo parlato su afNews del bestseller XIII, non possiamo non consigliarvi caldamente la video invervista di France 5 allo sceneggiatore di bestseller Jean Van Hamme. Persona estremamente simpatica, narratore di vaglia anche quando è semplicemente intervistato dalla televisione. Ripassate il vostro francese e gustatevelo quando dice con leggerezza che lui non mica una di quelle persone così tanto piene di sé da decretare che il proprio personaggio debba morire alla morte dell'autore... Godibilissimo quando spiega come ha interpreato la serie Blake et Mortimer di Jacobs, divertendosi come un matto a scriverla allo stesso modo, con le stesse ridondanze e ingenuità degli anni cinquanta e annunciando che il prossimo sarà il suo ultimo Blake et Mortimer. Allegramente onesto nel raccontarsi come uno che aveva il banalissimo desiderio di diventare uno scrittore di bestseller! Autore di diverse serie, tutte di successo, si gode il successo e le versioni in film per il cinema e telefilm per la televisione delle sue storie. Da non perdere: vi basta fare click sull'immagine di questo articolo. Buona visione!
A really interesting video interview to the script writer Jean Van Hamme: just click the image of this article to see it.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Lunedì, 19/11/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Interviste
Ripassate il vostro francese e andate a godervi la lunga intervista a Régis Loisel (qui noto in particolare per Peter Pan) su France 5 - les rencontres de la BD. Tra le tante cose, parla anche della sua esperienza con la Disney. Vi basta fare click sull'immagine qui a fianco. Buona visione.
Long, interesting interview to Régis Loisel at France 5. Just click the image in this article.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Giovedì, 8/11/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Interviste
Sergio Rossi su La Stampa online intervista Matteo Casali e Giuseppe Camuncoli che hanno lavorato al settimo episodio della saga di Hugo Pratt Gli Scorpioni del Deserto. Una bella responsabilità che gli autori spiegano come hanno affrontato. Click l'immagine per leggere articolo e intervista.
Two Italian creators at work for a Hugo Pratt saga. Click the image to learn more.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Mercoledì, 7/11/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Interviste
Riceviamo: Da "Tosca la Mosca" al recentissimo "Tomka - il gitano di Guernica", da "Diabolik" a "Martin Mystère", passando per produzioni sperimentali come "Il Troglodita": il grande Giuseppe Palumbo si racconta in una corposa intervista ad Andrea Voglino, in uscita sulle pagine di "Alias", supplemento settimanale de "Il manifesto" in edicola sabato 20 ottobre. Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Giovedì, 18/10/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Interviste

Andrea Castellan , detto Casty, è uno degli autori Disney che suscitano più interesse, al momento. Ovviamente non è "solo" un autore per la Disney: ha al suo attivo parecchio altro lavoro fumettistico, ma è certo che la sua presenza nel mondo dei Topi sta raccogliendo parecchi consensi (e suscita speranze per il futuro della testata). Facendo click sull'immagine di questo articolo, potete leggere un ricca intervista (in italiano) dal sito disneyomane Lustige-Taschenbuecher.Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Domenica, 14/10/2007 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Interviste
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