Dati di Mercato @
Non se n'abbiano a male gli autori (e gli editori) italiani, ma il mercato francese (quindi europeo) della letteratura disegnata (cioé il fumetto) si lamenta perché sta "troppo bene". Non è la prima volta (lo fanno da anni, ormai) e non sarà l'ultima (purtroppo, diranno i nostri amici francofoni). I dati dell'ACBD li abbiamo dati per tempo, qui su afNews, per cui non stiamo a ripeterli (li trovate nella sezione Dati di Mercato della nostra piccola agenzia quotidiana), ma al Festival di Angouleme sono stati ampiamente replicati e commentati. Il problema francese? Non nuovo: la "super-produzione". La lamentela? "Oggi è impossibile star dietro a tutto quel che esce di nuovo!" Cioé, esattamente come succede, ovunque, per il settore librario che, però, sembra aver smesso da decenni di lamentarsi della super produzione, tanto gli scarti spariscono in fretta e peggio per chi ci ha creduto. O ancora: "Tutta una frangia di autori che viveva decentemente con tirature di 10.000 copie, oggi non ce la fa più!". Ok, qui in Italia di autori "standard" di fumetti che vendano, in Italia, 10.000 copie, ce n'é davvero pochissimi... se esistono. Ma i cugini della francofonia vedono scendere la media (dei fumetti "medi", non certo i best-seller, che vanno via a centinaia di migliaia di copie a botta) a 6.000 copie, secondo i dati ACBD: chiaro che la cosa sia proccupante per loro. D'altronde i lettori sono sempre più o meno gli stessi (numericamente - cioé infinitamente di più degli italiani, giusto per capirci, nonostante la popolazione totale italiana sia superiore a quella francese) e non possono comprarsi (nemmeno se piacesse) tutto quel che esce, ovvio. Esattamente come succede per il normale mercato librario. Insomma, i professional della francofonia si lamentano (giustamente dal loro punto di vista) perché il loro mercato è diventato "uguale" a quello dei libri non disegnati. La soluzione? Chi la sa? Solo i migliori sopravviveranno?Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Venerdì, 30/1/2009 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
Disney Publishing Worldwide ha nominato Robert W. Hernandez Senior Vice President e Direttore Generale Global Magazines, a far data dal 14 gennaio 2009. Così ha annunciato Russell Hampton, Presidente di Disney Publishing Worldwide. Hernandez (da New York e Hampton) avrà direttamente in carico tutto il settore del Global Children's Magazines per Disney Publishing e quindi anche il settore fumetto.
"Disney Publishing Worldwide has named Robert W. Hernandez senior vice president & general manager, Global Magazines, effective January 14, 2009. The announcement was made by Russell Hampton, president, Disney Publishing Worldwide. Based in New York and reporting to Hampton, Hernandez will oversee all aspects of Disney Publishing’s global children’s magazine business..." Full article: BusinessWire.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Giovedì, 15/1/2009 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
"In Francia molti lavorano ancora così e i clienti comprano questi fumetti per avere una opera d’arte. In Italia invece si usa collezionare, avere più numeri e meno qualità. Photoshop sta mandando in soffitta i barattoli di colore, anche perché per colorare una tavola oggi le case editrici pagano meno di 120 euro. E così tutti gli ..." Articolo completo: Panorama.
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Martedì, 13/1/2009 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
Il 29 dicembre 2008 abbiamo pubblicato su afNews i dati del mercato fumettistico 2008 in Francia. Ora siamo in grado di darvi conto di alcuni dati del mercato fumettistico in Italia, non tanto per fare un impietoso confronto, quanto per fare il punto della situazione. I dati in nostro possesso, per ora, arrivano solo fino al 2005, 2006 e 2007, a seconda dei casi, ma non si dovrebbero discostare un granché quelli fino al 2008. Quanti libri a fumetti sono stati prodotti, anno per anno, dal 2000 in poi (esclusi i non molti fumetti per bambini)? 206 nel 2000, 174 nel 2001, 169 nel 2002, 189 nel 2003, 201 nel 2004, 230 nel 2005 (mentre in Francia ne uscivano circa 4.500 - 4742 nel 2008). Il numero di copie vendute, però, è costantemente sceso, dalle 1.962.000 del 2000 fino alle 959.000 del 2005. Volendo fare un confronto con la produzione libraria per adulti non a fumetti, nel 2005 sono usciti 49.767 libri per 182.246.000 copie. Insomma, al 2005, i libri a fumetti erano solo lo 0,46% del mercato come titoli, lo 0,53% come copie. Pochino, eh? Come dicevamo nel nostro precedente articolo, in Francia 1 libro comprato su 8 è un fumetto, 1 libro su 5 nelle biblioteche è un fumetto. E' evidente che la distanza con l'Italia è davvero ancora notevole. Pure, da qualche anno, il settore sta cercando di evolvere anche da noi. Il 25 febbraio 2003 uscì il primo del Classici del Fumetto di Repubblica (Una ballata del mare salato di Hugo Pratt): 800.000 copie andarono a ruba. Da allora è uscito di tutto nel formato "serie collaterali" (cioé allegati a quotidiani e periodici), fino alla recentissima serie dedicata a Carl Barks, ma le vendite sono naturalmente scese (almeno fino a 80/100.000 copie a titolo, nel 2006/2007). Panini Comics (coi suoi 20 milioni di copie vendute) aveva persino esportato il format all'estero (Belgio, Brasile, Francia, Germania, Grecia, Portogallo e Serbia). Dalle serie generaliste, con autori e generi misti, il settore dei collaterali si è nel frattempo specializzato, come abbiamo visto, cercando di migliorare e perfezionare l'offerta. E man mano diversi titoli a fumetti sono entrati anche nelle classifiche dei titoli più venduti in libreria (Persepolis di Satrapi, Maus di Spiegelman, accanto al sempreverde Schulz coi suoi Peanuts), ma anche in questo caso la distanza con la Francia è abissale (Titeuf di Zep con le sue 1.832.000 copie, Blake et Mortimer di Yves Sente e André Juillard con 600.000, Lucky Luke di Laurent Gerra e Achdé con 535.000, Largo Winch di Jean Van Hamme e Philippe Francq con 490.000 ecc.). A supportare il settore in Italia, continuano i collaterali in edicola, che avevano visto 139 uscite nel 2006, in fase di aumento costante. Per il settore delle librerie, ormai i "grandi editori" sono praticamente tutti coinvolti anche nella produzione fumettistica: Guanda, Baldini & Castoldi, Rizzoli, Einaudi, Mondadori, Sperling & Kupfler ecc., a spartisi un mercato che, nel 2005, valeva circa 11 milioni di euro. Per quanto riguarda i "piccoli editori specializzati", questi erano in cima alla classifica, attorno al 2007: Free Books, Alessandro, BD, Kappa Edizioni, Grifo Edizioni, FlashBook, Lizard (recentemente acquista da Rizzoli), Coconino Press, Hazard, Pavesio, Tunué, Black Velvet, Becco Giallo. Ma con cataloghi che nel 2006 non superavano in nessun caso i 300 titoli (267 era il massimo, 52 il minimo), con un massimo di novità nell'anno tra 47 e 1 e un prezzo medio a titolo tra i 9,90 euro e i 20,60. E non staremo qui a fare confronti con l'editoria fumettistica d'oltralpe, almeno per questa volta. Tutto ciò detto basandoci sul prezioso Rapporto sullo stato dell'editoria in Italia, 2008, curato dall'Ufficio Studi dell'AIE (Associazione Italiana Editori).
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Mercoledì, 7/1/2009 © copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Dati
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