Scaringi: I fumetti e la storia
Dispiace dirlo, ma siamo un popolo di ignoranti, soprattutto in storia e geografia. Per averne la prova basta seguire qualche puntata del “Milionario” o di altri quiz televisivi per scoprire come concorrenti che magari sanno a memoria l’intera Divina Commedia o tutti gli amori delle “veline”, siano capaci di fare figure barbine di fronte a domande di storia o di geografia su fatti e personaggi (anche recenti) o su luoghi più o meno famosi della Penisola. E’ colpa dell’emozione o della scuola? Ad altri l’ardua sentenza. In ogni modo, per imparare qualcosa di utile per fare bella figura in un quiz televisivo (e forse nella vita) non c’è niente di meglio che Topolino nel Giappone medievale - testi di Goria - disegni di Sciarrone - personaggi Disneyqualche albo di fumetti. I lettori di Tex, di Mister No, di Magico Vento, per esempio, sanno tutto sui pellerossa, sulle loro battaglie, sui luoghi storici del vecchio West o sull’Amazzonia e l’intero Sud America. Ma anche la lettura delle avventure di Topolino e compagnia può essere altrettanto istruttiva, con tutte le versioni in parodia dei classici della letteratura, o con i viaggi più o meno fantastici, ma sempre inseriti entro scenari realistici, che i personaggi disneiani compiono nel mondo: in Egitto, fra gli Incas, nella Cina di Marco Polo e in tanti altri luoghi. Asterix, al di là dello sciovinismo francese, può essere un ottimo sussidio per scoprire il mondo dell’antica Roma, mentre molti racconti di Robin Wood (da Nippur, ambientato nell’antica Mesopotamia, un territorio oggi sconvolto dalla guerra e meglio noto come Iraq, a Dago che vive la sua saga infinita  tra il Mediterraneo dominato dai Saraceni e l’America scoperta e sfruttata dai Conquistadores) sono veri manuali storico-geografici oltre che avvincenti fumetti avventurosi. Ma è nel West che l’incontro tra storia e fumetto trova Piazza Navona by Chaillet > zoom inil terreno più fertile. In questi mesi, per esempio, Magico Vento (che a settembre festeggerà a colori il numero 100) sta proponendo una storia in cinque episodi che rievoca la coraggiosa e drammatica guerra di Toro Seduto (compreso il massacro di Little Big Horn) per la conquista delle Black Hills. Siamo nel 1876 e avversario del grande capo indiano è il generale Custer, militare dalla controversa personalità. Al termine di questo ciclo Magico Vento, imitando Martin Mystère, diverrà bimestrale. Ci sarà un aumento di pagine (e di prezzo), ma si perderà quella cadenza mensile che l’editore Sergio Bonelli non riesce a mantenere, (c) Sergio Toppi - zoom inun po’ per la crisi in atto e un po’ per la crescente mole della produzione editoriale, che offre almeno un migliaio di pagine solo nei mensili tradizionali, cui vanno aggiunte le altre centinaia dei non pochi almanacchi e speciali dalla periodicità ballerina, ma dalle dimensioni sempre corpose. Tornando alla storia, terminiamo con una robusta tirata di orecchie agli autori italiani, che ignorano quasi totalmente il nostro passato, che invece potrebbe fornire numerosi spunti avventurosi (i Mille di Garibaldi, il brigantaggio, la mafia del dopoguerra, ecc.), politici (gli intrighi che anticiparono l’unità d’Italia) o economici (gli scandali fine Ottocento e quelli più recenti). Certo, qualcosa è stato fatto: Pratt ha raccontato la guerra d’Africa e altre cose con i viaggi di Corto Maltese, Vittorio Giardino ha affrontato la guerra di Spagna e la primavera di Praga, Dal Prà e Torti la nascita del nazismo, con Jan Karta, ma molti si sono limitati a illustrare, spesso senza fantasia, la didascalica e nozionista Storia d’Italia di Enzo Biagi. In questo “vuoto” (d’idee, soprattutto), il fumetto italiano non è solo: è insieme al cinema che non ha quasi puntato i suoi obiettivi sul nostro passato storico. [Carlo Scaringi]

Print itManda/Send via eMailGiovedì, 30/6/2005 - Autore: afnews (se non altrimenti indicato)
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