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Edgar Pierre Jacobs: gli ultimi giorni della Sfinge

Edgar Pierre Jacobs: gli ultimi giorni della Sfinge

 

Jacobs giovane, quando creò Olrik... notare baffetti, forma del naso, pettinatura...Edgar Pierre Jacobs"Mentre ci si appresta a festeggiare il centenario della sua nascita, l’opera di E.P. Jacobs vive un trionfo senza precedenti. Eppure il geniale creatore di Blake e Mortimer morì solo e abbandonato. Gli ultimi momenti della vita di Jacobs sono particolarmente patetici. Vedovo, senza figli, travolto dal successo che per la prima volta nella sua vita bussa finalmente alla sua porta, la vecchia sfinge della scuola belga, il geniale creatore del Mistero della Grande Piramide e del Marchio Giallo si ritrova completamente solo. Una piccola cerchia di persone, familiari dell’ultima ora, saprà approfittarne. Il 30 marzo 2004 si..." Per leggere l'articolo completo di Didier Pasamonik (tradotto da Guido Vogliotti per afNews), fate click qui.

 "With the 100th anniversary of E. P. Jacobs’s birth drawing closer, his work is enjoying an unprecedented success. And yet the gifted creator of Blake & Mortimer died forsaken and bewildered. The last days in Jacobs’s life are particularly pathetic. A widower without children, confused by the success that he enjoys for the first time in his life, the old sphynx of the Belgian school, the brilliant creator of The Mystery of the Great Pyramid and The Yellow “M” is completely forsaken. A small circle of people, last-minute companions, will take advantage from this situation. On 30th March 2004 the..." To read the complete article by Didier Pasamonik (translated by Guido Vogliotti for afNews), just click here.

Lunedì, 1/3/2004 - Autore ©: afnews - afNews/Goria - Riproduzione Vietata - www.afnews.info cod-BM Print itManda/Send via eMail

 

Copyright Didier Pasamonik (traduzione Guido Vogliotti per afNews www.afnews.info - tutti i diritti riservati – riproduzione vietata)

 

 

EDGAR P. JACOBS: GLI ULTIMI GIORNI DELLA SFINGE

 

Mentre ci si appresta a festeggiare il centenario della sua nascita, l’opera di E.P. Jacobs vive un trionfo senza precedenti. Eppure il geniale creatore di Blake e Mortimer morì solo e abbandonato.

 

Gli ultimi momenti della vita di Jacobs sono particolarmente patetici. Vedovo, senza figli, travolto dal successo che per la prima volta nella sua vita bussa finalmente alla sua porta, la vecchia sfinge della scuola belga, il geniale creatore del Mistero della Grande Piramide e del Marchio Giallo si ritrova completamente solo. Una piccola cerchia di persone, familiari dell’ultima ora, saprà approfittarne.

 

Il 30 marzo 2004 si celebra il centenario della sua nascita. Edgar Pierre Félix Jacobs (si firma Edgar P., alla maniera dei romanzieri inglesi) è l’autore di un fumetto culto, Blake e Mortimer, considerato un classico fondamentale della scuola belga. Influenzò profondamente Hergé e la maggior parte dei grandi autori di fumetti contemporanei come Tardi o Jean Van Hamme. Le sue creazioni maggiori, come Il Mistero della Grande Piramide o Il Marchio Giallo, hanno lasciato il segno nella storia del fumetto. Dopo la sua morte nel 1987, i suoi personaggi hanno conosciuto un successo crescente, addirittura inaudito, senza dubbio mai così clamoroso in precedenza. Il nuovo albo della serie, I sarcofagi del sesto continente, disegnato da André Juillard su sceneggiatura di Yves Sente, è uscito a novembre 2003 presso le Editions Blake et Mortimer. L’editore prevede di venderne quasi 600.000 copie, ben più dell’ultimo Goncourt. Non c’è dubbio che questa nuova opera sarà una dei maggiori successi di vendita dell’anno. La pubblicazione è accompagnata da una grande mostra prestigiosa al Musée de l’Homme di Parigi a novembre, seguita da un’altra al Centre Belge de la Bande Dessinée di Bruxelles a marzo 2004. Infine una biografia, La Damnation d’Edgar P. Jacobs, di Benoît Mouchart e François Rivière (Ed. Archimbaud/Le Seuil) rivela per la prima volta con cura il vero volto del maestro della scuola di Bruxelles: un artista tormentato, angosciato, che viveva il suo successo come una maledizione, e che finì la sua vita nello smarrimento e in solitudine.

 

Un lettore di dischi “laser”

La scena si svolge a Bruxelles, nella bottega di un mercante di dischi di blues, in chaussée d’Alsemberg. Un uomo anziano spinge la porta. Porta grandi occhiali spessi da miope, i capelli bianchi, un cappotto pesante, ha il fiato corto. Cliente abituale del negozio, va regolarmente a rifornirsi di grandi arie d’opera che questo vecchio baritono apprezza da conoscitore. L’uomo chiede al venditore:

— Ho sentito parlare, dice, di un congegno rivoluzionario, capace di leggere dei dischi con l’aiuto di un raggio laser

E.P. Jacobs parla di un lettore di compact disc, questi CD che oggi ci sono così familiari. Ignorando tutto della tecnica, si fa installare a casa l’apparecchio, a Lasne, un piccolo villaggio del Brabante vicino a Bruxelles, dal venditore di dischi, Claude Lefrancq. Quest’ultimo non sa ancora che, di lì a qualche mese, diventerà l’editore di uno dei più grandi autori di fumetti del secolo.

 

Già da qualche anno il vecchio disegnatore che fino allora aveva vissuto all’ombra di Hergé e del suo giornale Tintin era oggetto di una sorta di riabilitazione. Certo aveva compreso che questo recupero di fortuna doveva molto al recente successo del fumetto in genere. Quindi, dopo una prima grande mostra consacrata a quest’arte organizzata a Bruxelles nel 1968, e una volta placatasi l’emozione che gli aveva portato questa celebrazione orchestrata da Jean Van Hamme, futuro sceneggiatore di Largo Winch e di XIII, Jacobs si lascia andare: “Questa è stata la consacrazione del fumetto in Belgio. Abbiamo persino avuto l’onore di una visita di un ministro, non quello della cultura, ma delle finanze, il che dimostra che il fumetto è diventato interessante perché è redditizio! Forse ciò che dico è maligno, ma comunque…” È vero che il buon Edgar è cattivo, ma è soprattutto amareggiato che questo riconoscimento giunga solo adesso.

 

Il contratto dell’Espadon

Solo per una decina d’anni il nostro uomo conoscerà il successo che gli era sempre mancato e che comunque per il momento non gli porta fortuna. In effetti il grande boom del fumetto si ha negli anni Ottanta. In quel momento, la generazione del dopoguerra ne fa un valore culturale. Il fumetto cessa bruscamente di essere ciò che era stato fino a quel momento, per usare le parole di Greg, il creatore di Achille Talon: “un invito stampato alla delinquenza giovanile, un dizionario perpetuo di stupidaggini stigmatizzato da qualche educatore e ancora temuto da qualche genitore inquieto.” Il fumetto adulto rappresentato da Pilote, Métal Hurlant, Fluide Glacial infine trionfa. Asterix in primo luogo, ma seguito da molti altri, si vende a milioni.

La fortuna Jacobs la tocca con mano per un caso eccezionale, proprio grazie a Claude Lefrancq. Il venditore di dischi è diventato un habitué del Bois des Pauvres, questo quartiere di Lasne oggi scomparso dove abitava il grand’uomo. Questi aveva appena ricevuto una lettera dal suo editore, Guy Leblanc. Succeduto al padre nella conduzione del giornale Tintin, il patron delle Editions du Lombard si accorge che il contratto del primo albo di Blake e Mortimer, Le Secret de l’Espadon, è giunto alla scadenza. Nel 1951 la casa di Bruxelles aveva acquistato i diritti solo per 30 anni. A quel tempo chi avrebbe pensato che il fumetto avrebbe avuto un tale sviluppo? Leblanc, desideroso di tenersi nella sua casa editrice una serie best-seller, invia un nuovo contratto all’autore. Ripensato, questa volta, da avvocati consapevoli delle implicazioni della moderna industria dell’intrattenimento, contiene la clausola, classica ai nostri giorni, che stipula che l’autore cede i suoi diritti all’editore “per tutta la durata della proprietà artistica”, cioè attualmente 70 anni dopo la sua morte. Jacobs ha un tuffo al cuore; non avendo figli, conclude che Le Lombard “specula sulla sua morte!”. Non firmerà mai il contratto col suo vecchio editore, in quanto Claude Lefrancq l’ha molto opportunamente convinto a creare con lui una nuova etichetta esclusivamente consacrata alla pubblicazione dei suoi personaggi, le Editions Blake et Mortimer. All’età di 78 anni il vecchio disegnatore si lancia negli affari!

E fa bene: nel primo anno di pubblicazione della riedizione dell’Espadon percepisce più soldi, per un solo titolo, di quanti ne ha guadagnati con l’insieme delle sue opere pubblicate da Lombard. Ma perché così tardi, perché solo adesso?

 

L’ultimo che rimane va all’inferno...

Questa felice concomitanza di circostanze è in effetti accompagnata da parecchi inconvenienti! A parte i problemi di salute e le operazioni a cui dovrà sottoporsi, Jacobs vedrà il decesso, nel 1977, della sua seconda moglie Jeanne Quittelier che aveva sposato nel 1974, dopo oltre 20 anni di convivenza. Uno ad uno Jacobs perderà i suoi compagni più vicini. Nello stesso anno (1983) moriranno Hergé e il suo amico d’infanzia Jacques Van Melkebeke, il primo capo-redattore di Tintin i cui lineamenti erano serviti da modello per disegnare il Prof. Mortimer. Senza eredi diretti, quasi senza famiglia, malato e depresso, Jacobs si aggrappa ai visitatori del Bois des Pauvres. Tra questi, Philippe Biermé, un giovane impiegato delle Editions du Lombard che si occupa del rifacimento delle pellicole di stampa dei suoi albi, l’unico nella casa editrice che si prenda la briga, contro il parere dei suoi superiori, di stimolare l’autore di Blake e Mortimer per tentare di ripristinare il disegno e i colori originali. Jacobs è commosso da questa sollecitudine. È anche molto legato al direttore commerciale della casa editrice, Louis Bos. Farà suoi eredi l’uno e l’altro.

 

La morte della sfinge

Tutto questo piccolo mondo, Biermé, Lefrancq, Bos, Labeye e qualcun altro, tra i quali troviamo giornalisti come Pierre Lebedel o specialisti del fumetto come Claude Le Gallo, si ritroveranno presto in enti giuridici fatti su misura per assicurare la successione dell’eremita di Lasne; prima la Fondation Jacobs, detentrice degli archivi e del diritto morale dell’artista; poi lo Studio Jacobs, gestore della posterità grafica e dei diritti derivati delle opere; infine le Editions Blake et Mortimer, editore titolare delle opere. Gli ultimi giorni del disegnatore descritti da Mouchart e Rivière danno l’impressione di leggere un capitolo di Cousin Pons, il romanzo di Balzac che narra la macabra sarabanda che viene organizzata intorno a un collezionista morente: “Negli ultimi mesi del 1986 Edgard rinunciava a mangiare, come se cercasse di precipitare la sua fine. Non legge più, non accende nemmeno il televisore, rimane prostrato nella sua poltrona a gurdare le ore che scorrono sul quadrante della sua pendola. Più debole che mai, rinuncia a dormire al primo piano e si sistema al pianterreno, nel “salone giapponese”, consacrato al ricordo feticista delle sue creazioni. La fedele Alida Goossens (la sua vicina di casa) tenta di ridargli l’appetito preparandogli ogni giorno delle minestre e dei dessert. Talvolta Jacobs accetta a malincuore di mandarli giù. Per non lasciare l’anziano signore senza sorveglianza, il marito di Alida installa un interfono permanentemente collegato tra la camera di Edgard e casa Goossens. Venerdì 20 febbraio 1987, alle 3 del mattino, Alida sente per l’ultima volta nell’altoparlante del walkie-talkie la tosse lancinante del suo illustre vicino. Edgar Jacobs muore quella mattina, di solitudine e disperazione.”

 

L’eredità

Morto Jacobs, le avventure finanziarie di Blake e Mortimer cominciano appena. Per una quindicina d’anni Philippe Biermé e Claude Lefrancq prenderanno rispettivamente il controllo dello Studio Jacobs e della Editions Blake et Mortimer. Li rivenderanno entrambi per un pacchetto di milioni. Il leader del fumetto francese troverà in Blake e Mortimer uno dei vettori del suo rinnovamento quando, alcuni anni dopo, perderà i diritti di Asterix in seguito a un lungo processo. I nuovi albi, realizzati da diversi team di disegnatori e sceneggiatori, saranno pubblicati a un ritmo regolare. Sostenuti da una serie di cartoni animati e prossimamente da un lungometraggio live, queste azioni hanno riportato i nostri due eroi britannici di carta nel gruppo di testa dei best-seller del fumetto francofono.

 

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