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Edgar Pierre Jacobs: gli ultimi giorni della Sfinge
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Lunedì,
1/3/2004 - Autore ©: afnews -
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Copyright Didier Pasamonik (traduzione Guido Vogliotti per afNews www.afnews.info - tutti i diritti riservati – riproduzione vietata)
Mentre ci si appresta a festeggiare il centenario della
sua nascita, l’opera di E.P. Jacobs vive un trionfo senza precedenti. Eppure il
geniale creatore di Blake e Mortimer
morì solo e abbandonato.
Gli ultimi momenti della vita di Jacobs sono particolarmente
patetici. Vedovo, senza figli, travolto dal successo che per la prima volta
nella sua vita bussa finalmente alla sua porta, la vecchia sfinge della scuola
belga, il geniale creatore del Mistero
della Grande Piramide e del Marchio
Giallo si ritrova completamente solo. Una piccola cerchia di persone,
familiari dell’ultima ora, saprà approfittarne.
Il 30 marzo 2004 si celebra il centenario della sua
nascita. Edgar Pierre Félix Jacobs (si firma Edgar P., alla maniera dei
romanzieri inglesi) è l’autore di un fumetto culto, Blake e Mortimer, considerato un classico fondamentale della scuola
belga. Influenzò profondamente Hergé e la maggior parte dei grandi autori di
fumetti contemporanei come Tardi o Jean Van Hamme. Le sue creazioni maggiori,
come Il Mistero della Grande Piramide
o Il Marchio Giallo, hanno lasciato
il segno nella storia del fumetto. Dopo la sua morte nel 1987, i suoi
personaggi hanno conosciuto un successo crescente, addirittura inaudito, senza
dubbio mai così clamoroso in precedenza. Il nuovo albo della serie, I sarcofagi del sesto continente,
disegnato da André Juillard su sceneggiatura di Yves Sente, è uscito a novembre
2003 presso le Editions Blake et Mortimer. L’editore prevede di venderne quasi
600.000 copie, ben più dell’ultimo Goncourt. Non c’è dubbio che questa nuova
opera sarà una dei maggiori successi di vendita dell’anno. La pubblicazione è
accompagnata da una grande mostra prestigiosa al Musée de l’Homme di Parigi a
novembre, seguita da un’altra al Centre Belge de la Bande Dessinée di Bruxelles
a marzo 2004. Infine una biografia, La
Damnation d’Edgar P. Jacobs, di Benoît Mouchart e François Rivière (Ed.
Archimbaud/Le Seuil) rivela per la prima volta con cura il vero volto del
maestro della scuola di Bruxelles: un artista tormentato, angosciato, che
viveva il suo successo come una maledizione, e che finì la sua vita nello
smarrimento e in solitudine.
La scena si svolge a Bruxelles, nella bottega di un
mercante di dischi di blues, in
chaussée d’Alsemberg. Un uomo anziano spinge la porta. Porta grandi occhiali
spessi da miope, i capelli bianchi, un cappotto pesante, ha il fiato corto.
Cliente abituale del negozio, va regolarmente a rifornirsi di grandi arie
d’opera che questo vecchio baritono apprezza da conoscitore. L’uomo chiede al
venditore:
— Ho sentito parlare, dice,
di un congegno rivoluzionario, capace di leggere dei dischi con l’aiuto di un raggio laser…
E.P. Jacobs parla di un lettore di compact disc, questi
CD che oggi ci sono così familiari. Ignorando tutto della tecnica, si fa
installare a casa l’apparecchio, a Lasne, un piccolo villaggio del Brabante
vicino a Bruxelles, dal venditore di dischi, Claude Lefrancq. Quest’ultimo non
sa ancora che, di lì a qualche mese, diventerà l’editore di uno dei più grandi
autori di fumetti del secolo.
Già da qualche anno il vecchio disegnatore che fino allora
aveva vissuto all’ombra di Hergé e del suo giornale Tintin era oggetto di una sorta di riabilitazione. Certo aveva compreso
che questo recupero di fortuna doveva molto al recente successo del fumetto in
genere. Quindi, dopo una prima grande mostra consacrata a quest’arte
organizzata a Bruxelles nel 1968, e una volta placatasi l’emozione che gli
aveva portato questa celebrazione orchestrata da Jean Van Hamme, futuro
sceneggiatore di Largo Winch e di XIII, Jacobs si lascia andare: “Questa è stata la consacrazione del fumetto
in Belgio. Abbiamo persino avuto l’onore di una visita di un ministro, non
quello della cultura, ma delle finanze, il che dimostra che il fumetto è
diventato interessante perché è redditizio! Forse ciò che dico è maligno, ma
comunque…” È vero che il buon Edgar è cattivo, ma è soprattutto amareggiato
che questo riconoscimento giunga solo adesso.
Il
contratto dell’Espadon
Solo per una decina d’anni il nostro uomo conoscerà il
successo che gli era sempre mancato e che comunque per il momento non gli porta
fortuna. In effetti il grande boom del fumetto si ha negli anni Ottanta. In
quel momento, la generazione del dopoguerra ne fa un valore culturale. Il
fumetto cessa bruscamente di essere ciò che era stato fino a quel momento, per
usare le parole di Greg, il creatore di Achille Talon: “un invito stampato alla delinquenza giovanile, un dizionario perpetuo
di stupidaggini stigmatizzato da qualche educatore e ancora temuto da qualche
genitore inquieto.” Il fumetto adulto rappresentato da Pilote, Métal Hurlant, Fluide Glacial infine trionfa. Asterix in primo luogo, ma seguito da
molti altri, si vende a milioni.
La fortuna Jacobs la tocca con mano per un caso
eccezionale, proprio grazie a Claude Lefrancq. Il venditore di dischi è
diventato un habitué del Bois des
Pauvres, questo quartiere di Lasne oggi scomparso dove abitava il grand’uomo.
Questi aveva appena ricevuto una lettera dal suo editore, Guy Leblanc.
Succeduto al padre nella conduzione del giornale Tintin, il patron delle Editions du Lombard si accorge che il
contratto del primo albo di Blake e
Mortimer, Le Secret de l’Espadon,
è giunto alla scadenza. Nel 1951 la casa di Bruxelles aveva acquistato i diritti solo per
30 anni. A quel tempo chi avrebbe pensato che il fumetto avrebbe avuto un tale
sviluppo? Leblanc, desideroso di tenersi nella sua casa editrice una serie
best-seller, invia un nuovo contratto all’autore. Ripensato, questa volta, da
avvocati consapevoli delle implicazioni della moderna industria
dell’intrattenimento, contiene la clausola, classica ai nostri giorni, che
stipula che l’autore cede i suoi diritti all’editore “per tutta la durata della
proprietà artistica”, cioè attualmente 70 anni dopo la sua morte. Jacobs ha un
tuffo al cuore; non avendo figli, conclude che Le Lombard “specula sulla sua
morte!”. Non firmerà mai il contratto col suo vecchio editore, in quanto Claude
Lefrancq l’ha molto opportunamente convinto a creare con lui una nuova
etichetta esclusivamente consacrata alla pubblicazione dei suoi personaggi, le
Editions Blake et Mortimer. All’età di 78 anni il vecchio disegnatore si lancia
negli affari!
E fa bene: nel primo anno di pubblicazione della riedizione
dell’Espadon percepisce più soldi,
per un solo titolo, di quanti ne ha guadagnati con l’insieme delle sue opere
pubblicate da Lombard. Ma perché così tardi, perché solo adesso?
L’ultimo che rimane va
all’inferno...
Questa felice concomitanza di circostanze è in effetti
accompagnata da parecchi inconvenienti! A parte i problemi di salute e le
operazioni a cui dovrà sottoporsi, Jacobs vedrà il decesso, nel 1977, della sua
seconda moglie Jeanne Quittelier che aveva sposato nel 1974, dopo oltre 20 anni
di convivenza. Uno ad uno Jacobs perderà i suoi compagni più vicini. Nello
stesso anno (1983) moriranno Hergé e il suo amico d’infanzia Jacques Van
Melkebeke, il primo capo-redattore di Tintin
i cui lineamenti erano serviti da modello per disegnare il Prof. Mortimer.
Senza eredi diretti, quasi senza famiglia, malato e depresso, Jacobs si
aggrappa ai visitatori del Bois des Pauvres. Tra questi, Philippe Biermé, un
giovane impiegato delle Editions du Lombard che si occupa del rifacimento delle
pellicole di stampa dei suoi albi, l’unico nella casa editrice che si prenda la
briga, contro il parere dei suoi superiori, di stimolare l’autore di Blake e Mortimer per tentare di
ripristinare il disegno e i colori originali. Jacobs è commosso da questa
sollecitudine. È anche molto legato al direttore commerciale della casa
editrice, Louis Bos. Farà suoi eredi l’uno e l’altro.
La
morte della sfinge
Tutto questo piccolo mondo, Biermé, Lefrancq, Bos, Labeye e
qualcun altro, tra i quali troviamo giornalisti come Pierre Lebedel o
specialisti del fumetto come Claude Le Gallo, si ritroveranno presto in enti
giuridici fatti su misura per assicurare la successione dell’eremita di Lasne;
prima la Fondation Jacobs, detentrice degli archivi e del diritto morale
dell’artista; poi lo Studio Jacobs, gestore della posterità grafica e dei
diritti derivati delle opere; infine le Editions Blake et Mortimer, editore
titolare delle opere. Gli ultimi giorni del disegnatore descritti da Mouchart e
Rivière danno l’impressione di leggere un capitolo di Cousin Pons, il romanzo di Balzac che narra la macabra sarabanda
che viene organizzata intorno a un collezionista morente: “Negli ultimi mesi del 1986 Edgard rinunciava a mangiare, come se
cercasse di precipitare la sua fine. Non legge più, non accende nemmeno il
televisore, rimane prostrato nella sua poltrona a gurdare le ore che scorrono
sul quadrante della sua pendola. Più debole che mai, rinuncia a dormire al
primo piano e si sistema al pianterreno, nel “salone giapponese”, consacrato al
ricordo feticista delle sue creazioni. La fedele Alida Goossens (la sua vicina
di casa) tenta di ridargli l’appetito preparandogli ogni giorno delle minestre
e dei dessert. Talvolta Jacobs accetta a malincuore di mandarli giù. Per non
lasciare l’anziano signore senza sorveglianza, il marito di Alida installa un
interfono permanentemente collegato tra la camera di Edgard e casa Goossens.
Venerdì 20 febbraio 1987, alle 3 del mattino, Alida sente per l’ultima volta
nell’altoparlante del walkie-talkie la tosse lancinante del suo illustre
vicino. Edgar Jacobs muore quella mattina, di solitudine e disperazione.”
L’eredità
Morto Jacobs, le avventure
finanziarie di Blake e Mortimer
cominciano appena. Per una quindicina d’anni Philippe Biermé e Claude Lefrancq
prenderanno rispettivamente il controllo dello Studio Jacobs e della Editions
Blake et Mortimer. Li rivenderanno entrambi per un pacchetto di milioni. Il
leader del fumetto francese troverà in Blake
e Mortimer uno dei vettori del suo rinnovamento quando, alcuni anni dopo,
perderà i diritti di Asterix in
seguito a un lungo processo. I nuovi albi, realizzati da diversi team di
disegnatori e sceneggiatori, saranno pubblicati a un ritmo regolare. Sostenuti
da una serie di cartoni animati e prossimamente da un lungometraggio live, queste azioni hanno riportato i
nostri due eroi britannici di carta nel gruppo di testa dei best-seller del
fumetto francofono.