Fuori
di Trend by Leonardo Gori: Con
il solito imperdonabile ritardo, dovuto soprattutto all’accumulo
di libri da leggere, segnaliamo alcune novità che a nostro
insindacabile giudizio di lettori fuori da ogni tipo di tendenza
attuale (per tener fede al titolo della rubrica), sono di
notevole interesse e di cui in Italia si parla poco o punto. E
visto che è agosto e fa caldo, e a internet si
dedicano
solo pochi minuti, magari dal luogo delle vacanze e con una
connessione a bassa velocità, saremo stringati. Però non
possiamo esserlo affatto per il primo volume (speriamo di una
lunghissima serie!) della ristampa cronologica e integrale della
serie Gasoline Alley di Frank King, uscito per
i tipi di Drawn & Quarterly negli USA. Il
volume è stato assai giustamente osannato dai siti in lingua
inglese. È infatti una
meraviglia
sia di forma che di contenuti. La prima è curata dal grande
Chris Ware, che realizza, fra le tantissime
cose, anche le copertine delle analoghe ristampe dei Peanuts e
di Krazy Kat della Fantagraphics. Il grafico americano ha in
pratica reinventato il libro di pregio fra Ottocento e
Novecento: sovraccoperta a colori, copertina di cartoncino
pesante in seta e tela di pregio, impressioni in oro,
sguardie
figurate, segnalibro in tessuto… E poi una meravigliosa
introduzione all’opera di Frank King curata da
Jeet Heer, illustrata con foto rarissime. E poi,
naturalmente, due annate di produzione giornaliera, 1921 & 1922,
all’inizio delle quali Walt trova Skeezix sulla
porta di casa, e il continuum temporale inizia a crescere… Non
ci sogniamo nemmeno di raccontare le peculiarità di questo
straordinario fumetto: per gli appassionati di comics è
obbligatorio conoscerlo, sul tema fioccano i links. È
peraltro obbligatorio anche acquistare questo grosso e succoso
volume, fatto con GRANDE AMORE
(tutte
maiuscole, per capirci, visto che non le usiamo mai. Questo è un
caso speciale). Rarissima avis. In Italia una cosa così
costerebbe un milione di euri, invece si acquista on line per
pochi dollari, 29.95 da Bud Plant, ma addirittura 19,77 su
Amazon. È uscito (comunque noi l’abbiamo ricevuto ieri) il
settimo numero (nove dollari) di “Comic Art”,
la rivista del Fumetto con-la-puzza-sotto-il-naso ma di cui non
riusciamo a fare a meno. Come al solito, è una discutibile
commistione storico-critica fra comics sindacati di alta epoca e
underground non certo del migliore. Leggiamo il sommario:
Harvey Kurtzman (Wow!); Tante Leny
e l’underground olandese (Bah…); I fumetti dimenticati dal
tempo
di Maresca (Wow!); Krazy Kats
(non è quello che credete: ancora mediocre underground: Bah…);
Il diario di Fred Guardineer (cosina
interessante); David Boring (un po’ meglio).
Tutto su carta patinata con illustrazioni stampate
magnificamente, moltissime a colori. E fra queste, nell’imperdibile
rassegna dei dimenticati di Maresca, una a dir poco strabiliante
che sottoponiamo ai cultori del fumetto italico. Noi ci
scopriamo sempre più ignoranti in materia. Magari
Alfredo Castelli è in ascolto e potrà intervenire su
queste pagine elettroniche. Ci limitiamo a ricordare che nel
1904, all’epoca di questa tavola di Jansson,
Antonio Rubino era appena agli inizi della
carriera, e non aveva fatto ancora pagine a quadretti. Ci è
arrivato anche Hogan’s Alley numero 13, la
rivista in qualche modo gemella di “Comic Art”, anche se nata
molto
tempo prima. Un annual a cui non intendiamo rinunciare. In
questo caso, come al solito, carta poverissima, stampa
approssimativa e in un bianco e nero pasticciato, ma tonnellate
di notizie di enorme interesse, fra cui spicca un servizio sullo
Yellow Kid di George Luks,
colui che sostituì R.F. Outcault al “World” di
Pulitzer. E poi le solite rubriche e le interviste, e le
tantissime pubblicità dei piccoli e piccolissimi editori, alcune
delle quali non fanno
capolino
nemmeno sul Web e quindi sono preziosissime. Due righe su “Shanna,
the She-Devil” di Frank Cho, artista
che abbiamo tanto apprezzato nella deliziosa Liberty
Meadows.
Ci
sono arrivati i primi sei fascicoli della miniserie, un tipico
prodotto comic-book, appena un pochino meno idiota della media
del superomismo stellestrisce. Che peccato. Cho è un grande
disegnatore, ma qui non brilla particolarmente. E noi, sempre
perdutamente innamorati di Brandy, che
facciamo? La serie sulla casa di cura per animali schizzati è
sospesa ormai da un paio d’anni, e appaiono solo ristampe. Tutto
ciò per fare questa cosetta? Di una She-devil potevamo fare a
meno, avevamo una She-angel indimenticabile e originale,
protagonista di un teatro pieno di cervello e di cuore. Buone
ferie a tutti.